Il CEO di Anobit parla di Apple

di Pasquale Cacciatore Commenta

anobit flash memory

Un anno fa Apple acquisiva l’azienda israeliana di memorie flash Anobit; ultimamente il CEO di Anobit, Ariel Maislos, ha lasciato l’azienda, potendo così condividere una serie di dettagli riguardo la sua esperienza con Apple. All’intervista ha pensato ZDNet, che ha voluto parlare soprattutto delle modalità con cui è avvenuta l’acquisizione e della differenza nel lavorare con Apple rispetto ad Intel (altra azienda che collabora con Anobit).

Dal punto di vista dell’acquisizione, Maislos sostiene che essa era conveniente per entrambi le parti. “Avevamo già avuto una relazione di lavoro molto stretta con Apple. Quando lavori nel campo delle memorie flash, non è difficile non incontrare Apple ad un certo punto, come partner o cliente – e loro erano un cliente molto grosso. Abbiamo sviluppato un ottimo rapporto, ed in seguito è sorto un apprezzamento reciproco fra le due aziende.“.

Ed è qui che Maislos sottolinea la differenza tra le aspettative di Apple e quelle di Intel, che aveva investito 32 milioni di dollari in una prima fase di finanziamento di Anobit, sostenendo che il “rinascimento” di Apple dopo il rischio della bancarotta alla fine del 1990 aveva instillato obiettivi d’eccellenza che non esistono in Intel.

“Mentre in Intel gli ingegneri ricevono assegni e sono ricompensanti per la loro creatività ed inventiva, in Apple è scontato che gli ingegneri debbano essere al top della gamma. [In Apple] devi continuamente combattere per rimanere nella tua posizione, e ci sono grandi aspettative per ciascuno. L’azienda si aspetta che tutto quello che fai sia eccezionale”.

Ovviamente, le opinioni di Maislos non possono essere considerate assolutamente oggettive, data la stretta relazione che la sua azienda ha avuto con Apple, ma i commenti sottolineano ancora una volta la differenza nella visione d’industria e nel lavoro di progettazione e sviluppo che contraddistinguono Apple dalle altre aziende simili nel settore.

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