WWDC, tutto esaurito troppo in fretta?

di Andrea "C. Miller" Nepori 5

La WWDC 2011 ha battuto ogni record precedente: a sole 10 ore dall’apertura della vendita dei biglietti non c’era già più nemmeno un posto disponibile. E’ il caso di ricordare che per partecipare alla cinque giorni di panels e sessioni tecniche su Mac OS X  e iOS gli sviluppatori pagano 1600$. I posti disponibili sono solamente 5200. Pura frenesia e interesse alle stelle per una delle più attive piattaforme di sviluppo su piazza, non c’è dubbio. Ma è proprio tutto oro quello che luccica? E’ normale che una conferenza per sviluppatori, roba da geek insomma, riesca a smerciare biglietti più velocemente di una data del tour dei Coldplay o di un concerto di Vasco a San Siro?
Sulla questione ci sono diverse interpretazioni interessanti.

Erica Sadun, nota sviluppatrice ad autrice di vari titoli dedicati alla programmazione per iPhone, si è arrabbiata e su TUAW ne ha cantate quattro ad Apple. Non tanto perché non le è riuscito acquistare i biglietti (non era nei suoi piani presenziare alla WWDC 2011) ma piuttosto perché secondo lei se una conferenza di questo genere finisce i posti in così poco tempo significa che è semplicemente “troppo piena”. C’è troppa carne al fuoco e l’evento da 5200 posti che andava bene quando lo sviluppo per iOS e Mac OS X era appannaggio di una nicchia comincia a stare stretto ad una community che è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni.

“Se oggi eravate in viaggio o eravate impegnati in riunioni, probabilmente avete perso l’opportunità di acquistare un biglietto. Senti, Apple, se il tuo evento finisce i posti disponibili in 10 ore, significa che è troppo pieno e che non stai servendo correttamente la community. Solo 10 ore, gente, 10 ore. E’ da pazzi. Nemmeno i Beatles ci riuscirebbero”.

Insomma, dice la Sadun, le soluzioni sono queste: o dividere la conferenza in due (Mac OS X e iOS) oppure prevedere almeno due appuntamenti l’anno, in modo da permettere la partecipazione di un numero maggiore di developers. O ancora, fare come Oracle, che per l’ultimo OpenWorld ha dovuto far chiudere un paio di strade di San Francisco per poter gestire i 41.000 partecipanti all’evento.

Horace Dediu considera invece il sold-out della WWDC come un chiaro e lampante esempio della crescita esponenziale dell’interesse da parte degli sviluppatori verso il development per i cosiddetti post-pc device. Nella definizione Dediu include più in generale tutti i dispositivi mobile, tanto che per comparazione ha graficato i tempi di sold-out della WWDC e della Google I/O Conference nel corso degli ultimi anni. Il trend è abbastanza evidente anche se va detto che nonostante iOS sia la vera calamita della conferenza Apple, alla WWDC presenziano anche moltissimi sviluppatori il cui interesse è ancora rivolto alle applicazioni per Mac OS X.

Foto: Kyle Krall on Flickr