Obama cita Apple nel discorso sullo Stato dell’Unione

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

Ieri il Presidente Obama ha tenuto il consueto discorso annuale sullo Stato dell’Unione. A Washington, invitato da Michelle Obama, c’era anche Tim Cook. L’etichetta prevede che gli ospiti della First Lady vengano citati nel discorso e così è stato anche ieri. Obama ha infatti parlato di Apple in un passaggio del suo intervento, citando l’intenzione dell’azienda a riportare in patria un’intera linea produttiva per la produzione dei Mac.Tim Cook State of The Union

“La nostra prima priorità è rendere l’America un magnete per nuovi impieghi e per la manifattura”, ha detto Obama. “Dopo aver tagliato posti di lavoro per più di dieci anni, i nostri produttori hanno generato 500.000 posti di lavoro nel corso degli ultimi tre anni. Caterpillar sta riportando in patria posti di lavoro dal Giappone. Ford dal Messico. Dopo aver delocalizzato gli impianti in altri Stati, come la Cina, Intel sta per aprire il proprio stabilimento più all’avanguardia qui in patria. E quest’anno Apple tornerà a produrre nuovamente i Mac in America.”

Tim Cook aveva già reso noto questo piano produttivo verso la fine di dicembre, quando erano stati “scoperti” i primi Mac che nell’etichetta riportavano la scritta Made in U.S.A.
In quel caso si trattava di iMac, probabilmente primi “test” per la nuova linea produttiva.
Secondo le più recenti indiscrezioni al riguardo i modelli che Apple potrebbe tornare a produrre in patria saranno tendenzialmente due: il Mac mini oppure il Mac Pro, sempre che quest’ultimo venga effettivamente aggiornato quest’anno.

Il Mac Pro, in particolar modo, si presterebbe ad essere assemblato direttamente negli U.S.A. più che altro per l’alta probabilità di personalizzazione della macchina da parte degli utenti. Una fabbrica sul suolo patrio velocizzerebbe così la realizzazione finale del prodotto.
Improbabile invece che i Mac realizzati negli States vengano esportati su mercati differenti da quello americano, per semplici questioni di convenienza geografica e fiscale.