Jony Ive nominato “most creative person in business”

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

Jony Ive, il Vice Presidente del settore Industrial Design di Apple, si è piazzato al primo posto nella classifica delle cento menti più creative in ambito aziendale. A stilare l’elenco ci ha pensato Fast Company, nota rivista che si occupa del variegato mondo del “business”.
Le ragioni per cui Ive è stato scelto al primo posto sono note a tutti e sono davanti agli occhi degli utenti che ogni giorno utilizzano un Mac, un iPod o un iPhone.

Per il classico profile article sul primo classificato, FastCompany ha intervistato il predecessore di Ive, Robert Brunner, ovvero colui che volle Jony alla Apple e che lo indicò poi come suo naturale successore a capo della divisione design. Le “opere” di Ive sono diventate la pietra di paragone nell’ambito del design industriale. Dice Brunner:

“Perfino un’azienda di idraulica e sanitari mi disse: ‘Vogliamo che il nostro soffione per doccia sia la nostra versione dell’iPod'”

Il predecessore di Ive ricorda in particolar modo la vocazione di Ive a creare oggetti che siano “perfetti”, incredibilmente innovativi ma allo stesso tempo rapidamente realizzabili su scala industriale. Questa attitudine di Jony si concretizza in una fenomenale attenzione al rapporto fra design e processo produttivo.

“Ci mostrò il suo lavoro” ricorda Brunner “e io rimasi stupefatto. Aveva preso un telefono e se ne era venuto fuori con un design radicale, ma così rifinito che avrebbe potuto essere messo in produzione in quel momento stesso”.

Fast Company non dimentica infine una debita menzione del contesto aziendale. Il grande successo di Ive, infatti, si deve anche alla fortuna che il designer ha avuto nell’incontrare sulla propria strada una persona come Steve Jobs, un CEO per cui il design è una disposizione culturale, con il quale è possibile discutere i progetti e affrontarli da un punto di vista più ampio e contestualizzato; un CEO maniaco della gestione di quella “coordinazione aziendale” senza cui Ive non sarebbe probabilmente riuscito a trasformare in realtà gli oggetti che ha immaginato e progettato con tanto successo.