Apple brevetta il pinch-to-zoom, con qualche “limitazione”

di Gabriele Contilli 3

Nella guerra dei brevetti, Apple è sempre pronta a scendere in trincea, soprattutto quando si tratta di tutelare funzionalità dei suoi prodotti che la concorrenza è pronta a rubare sfruttando qualunque cavillo.
Il brevetto di oggi, la cui documentazione è stata depositata da Apple nel Dicembre 2006, riguarda il famoso pinch-to-zoom, ovvero la gesture che, sfruttando due dita, permette all’utente di iPhone, iPad e iPod Touch (senza dimenticare gli ultimi trackpad dei portatili) di zoomare, rimpicciolire e ruotare un’immagine.

Tuttavia, il brevetto numero 7.812.826, sembrerebbe non rappresentare correttamente il pinch-to-zoom à la Apple o, per meglio dire, lascia ampi spazi di discrezionalità che la concorrenza potrebbe sfruttare a proprio vantaggio.
Nello specifico, il brevetto descrive l’azione in questo modo:

  1. Un display multi-touch riconosce almeno due “contatti” (le dita, nda)
  2. Questi contatti compiono una gesture
  3. Quella gesture modifica l’immagine in qualche modo: ingrandimento e rotazione sono indicate chiaramente, ma il brevetto lascia ampio margine in questo caso
  4. La gesture viene interrotta (i contatti abbandonano lo schermo)
  5. Il display riconosce successivamente due nuovi contatti
  6. I contatti compiono un’altra gesture in un periodo di tempo predeterminato
  7. La gesture continua a modificare l’immagine nel modo desiderato

Insomma, detta così, quella descritta tutto sembra fuorché il classico “pinch-to-zoom” cui tutti siamo abituati. In parte è colpa del “brevettese”, la lingua usata comunemente nei brevetti (che cerca di descrivere nella maniera più generica possibile ogni singolo dettaglio), in parte è anche colpa di Apple che ha lasciato aperto qualche spiraglio di troppo ai competitors.

Il punto dolente della descrizione riguarda i punti 5,6 e 7; qui, infatti, Apple descrive chiaramente due pinch-to-zoom separati, divisi da un periodo di tempo predeterminato (impossibile da stimare però).
Non solo, Apple sottolinea anche che un momento di rottura nell’esecuzione della gesture (immaginiamo un ingrandimento e poi un rimpicciolimento dell’immagine) come due momenti separati, che prevedono anche l’abbandono dello schermo da parte dei contatti (il sollevamento delle dita).

Insomma, come fa notare Engadget, essendo il primo brevetto che viene concesso ad Apple su questa importante funzionalità (ormai onnipresente, come detto in apertura d’articolo), queste “imprecisioni” potrebbero minare lo scopo del brevetto stesso.

[Via|Engadget]