Il chip misterioso nelle cuffie dell’iPod shuffle

di Redazione 21

Un chip presente nelle cuffie del nuovo iPod shuffle sta suscitando non poche polemiche nel Mac web. Il sasso è stato lanciato da Matt Horwitz di iLounge, secondo cui il misterioso microchip 8A83E3 inserito da Apple nel telecomandino integrato nelle cuffie del nuovo lettore sarebbe una sorta di dispositivo DRM.

La Electronic Frontier Foundation ha colto la palla al balzo cercando di sostenere l’ipotesi di un “evil plan” da parte di Apple, che potrebbe in questo modo soggiogare il mercato delle cuffiette per iPhone richiamandosi alla legge nota come Digital Millennium Copyright Act (DMCA) per impedire la produzione di cuffie funzionanti ma non ufficialmente licenziate da Cupertino. In realtà sulla questione si è sollevato un gran polverone ed è forse il caso di fare un po’ di chiarezza partendo da ciò che si sa e non da ciò che si può solo supporre.

Tutta la questione si basa, a quanto pare, sull’interpretazione a doppio filo del concetto di DRM hardware. Le considerazioni pessimistiche di Horwitz, che delinea addirittura uno scenario da incubo per i consumatori, si inseriscono nel solco di una lunga recensione negativa del nuovo iPod shuffle. Il successivo commento della EFF è invece impregnato del solito tono fra l’esaltato e il complottista che, a parer mio, è il punto debole di un’associazione che persegue fini e scopi più che lodevoli.

Ma torniamo al chip. Joel Johnson e Rob Beschizza di Boing Boing Gadgets (a cui è piaciuta la mia interpretazione del codice del chip) hanno proceduto allo smembramento del telecomandino collegato ad un paio di cuffie del nuovo iPod shuffle, scoprendo di fatto la presenza del chip.
“Il fatto”, come messo ben in chiaro da Joel e Rob, è che nel controller di iPod shuffle esiste un integrato di cui si può solo ipotizzare la funzione. Si tratta di un chip di controllo hardware che Apple ha inserito per non permettere ad altre aziende di creare cuffie compatibili con iPod shuffle se non sotto licenza Apple, in poche parole un dispositivo DRM? La risposta è “molto probabilmente no” e in ogni caso non lo si può sapere con certezza.

“Molto probabilmente no” è una risposta a cui possiamo giungere con una semplice osservazione tecnica, formulata anche da ZDNet. Le cuffie per iPod shuffle contengono 4 cavetti nei quali, molto semplicisticamente, passano sia il segnale audio stereo che i segnali inviati dal controller al dispositivo. Per poter gestire elettronicamente la convivenza fra questi tipi di segnali diversi, si possono adottare varie soluzioni.

Si può fare come Sony, che utilizza un sistema di resistenze. Una specifica variazione di resistenza innescata dalla pressione del tasto è interpretata dal lettore come un segnale particolare che attiva un comando (Play, Pausa, Avanti ecc…). E’ lo stesso sistema usato anche da Apple per il telecomando dell’iPhone, quello senza controlli volume. Oppure si può utilizzare un protocollo di interpretazione del segnale che permette di operare comandi più complessi. Tale protocollo necessita di un chip che interpreti i segnali e li spedisca giù per quei soliti quattro cavi di cui parlavamo poco sopra.

Apple potrebbe dunque aver utilizzato un protocollo licenziato da qualche altro produttore o, molto probabilmente, potrebbe aver creato il proprio. Si tratta di un protocollo che esiste già da tempo, in ogni caso, visto che le cuffie con microfono per i nuovi iPod presentate a settembre risultano compatibili con il nuovo iPod shuffle.

Anche se si tratta di un sistema chiuso, anche se Apple chiede una “tassa” di concessione agli altri produttori, si può essere d’accordo o meno con questa pratica, ma comunque non si può parlare di DRM. I sistemi DRM cosa altra rispetto alla semplice implementazione di una tecnologia proprietaria e alla successiva concessione di una licenza.

Da tempo a Cupertino hanno creato i marchi “Made for iPod” e “Made for iPhone” che indicano prodotti realizzati da aziende che versano ad Apple un “fee” per la concessione della licenza sulle tecnologie degli accessori. Diversi produttori confermano che anche il chip in questione fa parte di questi schemi di concessione ed Apple ha confermato a BBG che il chip non processa segnali crittati. Dei cloni sono dunque possibili, solo che non potranno semplicemente aspirare alla “investitura” ufficiale da parte di Apple.

Riassumendo: Apple implementa la tecnologia delle cuffie passando per un chip proprietario, in modo che chi vorrà proporre un prodotto compatibile e usare la dicitura “Made For iPod” dovrà ottenere una licenza su quel componente. E’ sempre andata così con qualsiasi prodotto che aspirasse alla certificazione Apple, anche se per la prima volta tale programma viene esteso anche alle cuffie (comprensibile, dato che sono un componente fondamentale per il funzionamento di iPod shuffle).
La si può considerare una pratica discutibile, certamente,  ma non siamo di fronte a un vero problema di DRM.

La questione è quindi (relativamente) chiusa. Contrariamente a quanto sembrano testimoniare gli atteggiamenti di alcuni portatori di certezze assolute, leggi EFF, sarebbe sempre buona abitudine concedere a chiunque il beneficio del dubbio. Apple compresa.

Ci piacerebbe che ci diceste la vostra nei commenti.

P.s. Astenersi Stallmaniani di ferro ed evitare commenti del tipo “questa è la prova che la Apple è come la Microsoft”, grazie.  Chiarisco: le critiche sono più che benvenute, basta che siano costruttive e non si limitino a frasette da luogo comune. Riguardo agli Stallmaniani, è una denominazione ironica che vuole indicare certi portatori di verità rivelate, molto propensi a limitarsi ai luoghi comuni di cui sopra. Massimo rispetto per lo Stallman 1.0. Le sue versioni successive sono un po’ meno simpatiche.