iPhone è “vecchio” nell’era degli aggiornamenti in tempo reale

di Michele Baratelli 24

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Più passa il tempo e più mi convinco che Apple sia riuscita a dare un forte scossone al mondo della telefonia mobile proprio grazie ad iPhone: un telefono che, essendo totalmente fuori dalle logiche dei più importanti produttori, è riuscito a colmare il desiderio di novità di ogni appassionato.

Sono ormai passati più di due anni dal suo lancio e, sebbene qualche modifica di design oltre ad altre concettuali, iPhone è rimasto molto simile al suo concetto originario. I big della telefonia mobile, nell’evoluzione necessaria per combattere ad armi pari col melafonino, hanno fatto un passo in più: gli aggiornamenti in tempo reale che iPhone, tramite il sistema “push” ancora da perfezionare, stenta a fornire.

Siamo sicuri che il “concetto iPhone”, così come lo conosciamo, non necessiti di un deciso cambio di rotta? Voi cosa ne pensate?

Basta osservare due tra i più agguerriti rivali di Apple per capire che il nuovo trend è quello dell’aggiornamento in tempo reale: BlackBerry lo propone attraverso il proprio sistema di “push notifications” e il multitasking, Nokia lo offre sempre attraverso il mulitasking e principalmente grazie ad una home screen dinamica.

Ecco perché nel titolo ho definito iPhone come un qualcosa di vecchio: il melafonino non permette infatti l’aggiornamento in tempo reale se non attraverso un sistema di “push notifications” di dubbia efficacia per tutti i problemi di cui da mesi trattiamo.

Tramite la home screen di un Nokia Serie N posso tenere d’occhio ciò che avviene in Facebook oppure nel mondo grazie, ad esempio, ad un lettore di feed RSS. Con uno smartphone BlackBerry posso tenere sempre aperto GTalk, MSN (etc) così da poter essere sempre rintracciabile e tutta la messaggistica arriva in tempo reale.

Abbiamo parlato proprio questa mattina del futuro iPhone (iPhone 4G, spuntano i primi indizi) e l’augurio è che oltre ad un nuovo design (ormai più che necessario) possa arrivare anche una nuova concezione del dispositivo stesso. Lo smarphone di Apple, infatti, è un utilissimo strumento per fruire di tutti i contenuti multimediali presenti sul web proprio grazie alla sua semplicità d’utilizzo ma pecca per quanto riguarda la sua apertura al mondo.

In questa nuova concezione di mobilità in cui sono i dati (precedentemente selezionati) ad arrivare all’utente e non l’utente stesso ad andare a recuperarli, iPhone e Apple non possono permettersi di “pensare diversamente“. Almeno per questa volta, un pizzico di conformismo non guasterebbe.