iPhone e Push Notifications: si lavora in casa Apple

di Michele Baratelli 5

Durante la presentazione di MobileMe era stato largo spazio alla presentazione dei servizi di Push Notifications oltre che alle migliorie grafiche e infrastrutturali della nuvoletta di Apple. Come ben sappiamo, però, le cose sono andate molto diversamente da quanto lo stesso Steve Jobs aveva annunciato tanto da distribuire una nota in cui si invitavano “gli operatori” ad utilizzare il meno possibile la parola “Push” nei confronti di iPhone e MobileMe. Da questa “disfatta” di Apple è passato ormai del tempo, ma i problemi non sono stati risolti: è solo stata messa “una sorta di pezza” che ha reso possibile un funzionamento parziale di MobileMe rispetto a quanto l’utenza (e la stessa Apple) si aspettava.

Apple, forse ferita dal clamoroso insuccesso tecnologico, ha pronta la soluzione per portare finalmente su iPhone e Mac proprio quel servizio di Push Notifications che l’utenza desidera da Giugno.

In un articolo molto tecnico del solito AppleInsider viene chiarificata la situazione: vediamo di tirare le somme in modo che tutti possano comprendere la situazione (vi consiglio di leggere l’intero articolo appena linkato per nozioni più tecniche). Si deve partire dal punto cruciale: Apple ha voluto creare un sistema di Push Notifications da sola, decidendo di non avvalersi dei sistemi di RIM (utilizzati per i BlackBerry) e di quelli di Microsoft (Exchange Server).

Tutto ciò non per taccagneria o per altro, ma solo con lo scopo di creare un sistema proprietario per poter gestire le varie App presenti su iPhone e per alcune applicazioni presenti sui Mac: il risultato lo conosciamo molto bene. Per fare un esempio, la carica di un iPhone con in Push attivo dura mediamente 7-8 ore: è evidente che sia il meccanismo stesso del sistema a non funzionare.

Permettetemi ancora una volta di spiegare cosa sia questo “Push“: in generale, attraverso il sistema Push le E-Mail vengono spinte direttamente sul nostro device (da qui il senso del verbo inglese “To Push”) senza che noi le andiamo “manualmente” a prendere tramite un programma dedicato come Mail. Banalizzando molto, con il servizio Push si ricevono le E-Mail allo stesso modo in cui si ricevono gli SMS.

Apple non ha voluto appoggiarsi su tecnologie già rodate perché oltre a sincronizzare tramite “Push” le E-Mail, i contatti, i calendari etc. vuole, ad esempio, che anche le App di iPhone possano utilizzare questo servizio Push. Esempio noto è quello dei client di IM che non potendo girare in background (ricordiamo che il multitasking è proibito come da SDK) dovrebbero servirsi proprio del Push per permettere all’utente di fare altro con il proprio iPhone mentre chatta: sebbene qualcosa del genere si sia già visto, è lontano dai meccanismi di funzionamento desiderati da Apple.

Il sistema che Apple sta studiando, anche in vista del nuovo Snow Leopard Server, è un nuovo tipo di Push Notifications che permetterà al device di ricevere solo l’avviso di un nuovo dato in modo da attivarne il diretto scaricamento al contrario dei sistemi di Microsoft e RIM che utilizzano una complicata infrastruttura fatta di server che spacchettano e ricompongono le informazioni che vengono poi spinte all’utente. Avevamo già preso in considerazione l’argomento con un articolo riguardante un intervento della iPhone Conference 2008 di Ginevra.

Quando mai Apple riuscirà a presentare tale sistema, l’utente abituato a servirsi di Exchange o del Push Services del proprio BlackBerry difficilmente noterà differenze nella ricezione di E-Mail; al contrario le differenze saranno abissali in termine di infrastrutture dedicate perché il sistema di Apple tende a snellirle.

A questo punto mi aspetto davvero molto dal nuovo servizio Push di MobileMe, soprattutto perché è da Giugno che desidero che il mio iPhone gestisca le E-Mail come un BlackBerry. Mi auguro che Apple possa avere finalmente trovato una soluzione definitiva in questo ambito; in caso contrario mi auguro che riesca ad ammettere la sconfitta facendo poi ricorso a quei rodati sistemi di gestione dei dati Push in attesa, magari tra qualche anno, di rilasciarne uno proprietario. Questo per il bene di noi utenti.