iPhone e sicurezza: prego si accomodi, la password non serve

di Michele Baratelli 7

Oramai è risaputo che iPhone, date le sue funzioni multimediali, è un enorme contenitore di dati personali: come ogni telefono, infatti, contiene numeri telefonici, E-mail, indirizzi e qualsiasi tipo di contatto. Per l’utente domestico è diventato, grazie alla sua sincronizzazione quasi forzata col proprio computer, una “cassaforte portatile della nostra intimità“: un device del genere dovrebbe avere un elevato sistema di sicurezza. Abbiamo visto come, con tecniche da “smanettone informatico“, sia possibile ricavare i dati personali del precedente possessore da un iPhone di seconda mano, ma, è difficile da credere che sia addirittura possibile accedere alle informazioni private di qualsiasi iPhone in circolazione con un semplicissimo procedimento: come? Leggete dopo il salto.

Quello che abbiamo letto su Gizmodo.com ci ha lasciati stupefatti e abbiamo voluto testarlo immediatamente sui nostri iPhone redazionali. Purtroppo è tutto vero. Impressionante.

Partiamo dal presupposto che tutti i telefoni cellulari in circolazione, già dai primi modelli che sembravano dei “citofoni”, hanno un semplice quanto efficace sistema per impedire l’accesso ai nostri dati personali a qualsiasi malintenzionato: questo “semplice sistema”, come sapete, è il codice PIN della Sim. Senza di esso non è possibile accedere al sistema operativo di un telefono cellulare e sono solo consentite le chiamate di emergenza.

Anche in iPhone è possibile inserire un proprio codice PIN di sicurezza a quattro cifre, in modo così da garantire la sicurezza della nostra “intimità”. Anzi, in iPhone, al contrario della maggior parte dei telefoni cellulari in commercio, questo sistema funziona in maniera ancor più intelligente: ogni volta che si esce dallo stand-by è richiesto il PIN. Questo meccanismo che per sua natura può risultare opprimente per qualcuno, permette una sicurezza davvero elevata: perdendo il telefono, colui che lo ritrova è in grado di effettuare solamente le chiamate di emergenza. Forse.

Proprio qui si trova il problema. Con un procedimento molto semplice è infatti possibile passare dalla schermata della chiamata di emergenza alla vostra casella E-Mail. Non ci credete? Provate a fare quanto documentato da un prezioso video fatto dai ragazzi di Gizmodo.com: basta infatti entrare nel pannello della chiamata di emergenza e premere due volte il tasto “Home“. Apparirà a questo punto l’elenco dei numeri preferiti, da cui è possibile raggiungere la vostra casella E-Mail oppure Safari; il malintenzionato è pure in grado di spedire E-Mail e sms, fino addirittura ad accedere all’elenco dei vostri sms. Tutto questo procedimento ci ricorda da lontano il meccanismo con cui era attuato il Jailbreak dello stesso iPhone prima dell’avvento di ZiPhone e simili.

Nella rete si sprecano i consigli per ovviare a questo fastidioso problema (bug o leggerezza?) che affligge tutti gli iPhone attivati in attesa che Apple “si svegli” e faccia uscire il più presto possibile un aggiornamento firmware. Tra tutte le soluzioni lette, abbiamo deciso di proporvene due.

La prima vi consiglia, finché il problema non sarà risolto seriamente, di non mettere i vostri contatti nell’elenco dei preferiti: in questo modo il malintenzionato sarà privato della “materia di base” da cui fare partire le sue speculazioni. La seconda soluzione, che appoggiamo pienamente, prevede di cambiare la funzione predefinita del tasto “Home”: per farlo andate in “Impostazioni“, “Generali“, “Tasto Home“. Da qui selezionate l’opzione secondo la quale al doppio click del tasto “Home” corrisponda il ritorno alla schermata “Home” di iPhone: così facendo non sarà possibile uscire dalla schermata delle chiamate di emergenza con un doppio click del tasto “Home”.

Crediamo sia lecito ricordare che non esiste un sistema sicuro al 100%: ci sarà sempre qualcuno in grado di violare un sistema di sicurezza ritenuto adeguato (basti vedere il meccanismo alla base di Pwnage Tool che permette lo sblocco operatore degli iPhone 2G). Quest’ultima frase, però, non vuole giustificare un sistema di sicurezza che è “by-passabile” dal più incapace utente di iPhone.

Caro Steve, anche per la tua privacy, fai uscire presto un aggiornamento in grado di chiudere definitivamente questa falla nella sicurezza di un telefono che, idealmente, dovrebbe essere blindato.

E tu, caro iPhone, che hai il Bluetooth bloccato di fabbrica per via delle amicizie pericolose che papà Steve non approverebbe, tu che devi sottostare ai comandamenti della SDK, tu che nella maggior parte dei casi sei costretto dal tuo utilizzatore a indossare un “vestito tarocco” fatto da quei birbanti del Dev Team, non ti demoralizzare se ti hanno lasciato addirittura la porta principale socchiusa: questa volta siamo noi quelli felici di metterti il catenaccio.

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