iPhone e Intel: gioie e dolori?

di Michele Baratelli 10

Chi quotidianamente si confronta con iPhone è a conoscenza di un problema che a volte genera degli improvvisi rallentamenti: rallentamenti che avvengono non sempre in complessi giochi 3D, ma, anche in applicazioni “leggere” come quella degli SMS. Se la colpa si è sempre imputata a una “cattiva programmazione di Apple”, ora sappiamo che non è solo questo il reale problema. Intel ha infatti dichiarato che Apple ha sbagliato ad affidarsi a ARM per il cuore di iPhone. I processori di ARM, secondo Intel, non garantiscono sufficiente potenza di calcolo al melafonino come in altri telefoni cellulari di fascia alta: più Intel per tutti, allora?

Quando un’applicazione richiede potenza , iPhone va in affanno. La colpa è imputabile al
processore ARM che è il cuore del dispositivo. I nostri processori sono di due o tre volte più potenti di quelli di ARM. Se vogliono avere la reale “Wireless productivity” , i produttori di telefoni cellulari devono affidarsi a noi”
ha detto Kedia, responsabile della sezione”mobile”.

Davvero chiara questa affermazione di un dirigente di Intel durante l’Intel Developper Forum che in questi giorni si sta svolgendo in quel di Taiwan. Un chip di Intel, stando a queste dichiarazioni, migliorerebbe decisamente le prestazioni di qualsiasi telefono cellulare che attualmente sfrutta la tecnologia di ARM. Nelle stesse condizioni di Apple si trovano tutti i produttori del settore che per dare potenza ai nuovi telefoni cellulari, che ormai sembrano a prima vista tutt’altro che un telefono, si affidano proprio ai processori di ARM.

Benissimo, basterebbe allora introdurre un processore Intel per migliorare radicalmente le prestazioni di un cellulare? Certamente si, ma, Intel, al momento, offre soluzioni non usufruibili su un device telefonico. L’ormai celeberrimo processore Atom è certamente molto potente (riesce addirittura a gestire in maniera accettabile i NetBook con sistema operativo Windows XP), ma, consuma troppa batteria.

È davvero difficile immaginare attualmente la durata della carica di iPhone 3G con un processore del genere dato che già ora molti dei suoi utilizzatori arrivano a sera con la batteria “quasi scarica”. La soluzione scelta da Apple, e cioè quella di avere il chip ARM all’interno del melafonino, è una scelta pensata: una via di mezzo tra prestazioni e potenza.

Sarebbe davvero interessante avere un iPhone con una architettura di Intel al suo interno, ma, crediamo che i tempi non siano ancora maturi principalmente per le motivazioni che abbiamo appena citato. È necessario però sottolineare in questa sede che Intel sta attualmente lavorando a un processore Atom dedicato al mondo della telefonia, ma, il suo lancio ufficiale è previsto, secondo le più rosee aspettative, dopo la seconda metà del 2009: per i più realisti il lancio è invece previsto per i primi mesi del 2010.

C’è ancora molto da aspettare e le dichiarazioni di questi giorni di Intel devono essere intese come una sorta di ufficialità dell’interesse verso i dispostovi telefonici. Tutti i produttori sono dunque avvisati e Apple, in particolare, dovrebbe impegnarsi realmente a migliorare le proprie batterie (o almeno renderle sostituibili) perché altrimenti l’ipotetico scenario futuro sarebbe davvero terrificante: un iPhone potentissimo costretto a stare in carica più tempo di quanto lo si potrebbe utilizzare in mobilità.

La notte scorsa ho fatto un sogno: mi trovavo all’interno di in un grande centro commerciale e ho visto una cosa tanto nuova quando incredibile: tutti i cellulari si potevano aprire facilmente ed era addirittura possibile sostituire la batteria. Poi mi sono svegliato e mi sono reso conto che non era un sogno: in tutti i cellulari si può davvero sostituire la batteria con una di riserva. No, dai, mio caro “iPhone bianchetto” non guardarmi così: scherzavo. Lo sai che non ti tradirei mai, nemmeno con il nuovo T-Mobile G1 con Android