iPhone e Instagram per i ritratti dei New York Yankees

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

L’iPhotography non è più una pratica di nicchia e soprattutto dopo il lancio dell’iPhone 4S, con la sua fotocamera che non fa rimpiangere quella di molte compatte di fascia media, sono sempre di più i fotografi che integrano in qualche modo lo smartphone di Apple nel proprio workflow. Aveva fatto notizia, qualche tempo fa, la dichiarazione d’amore all’iPhone della famosissima fotografa Annie Leibovitz durante uno show televisivo.
Ora ai testimonial illustri si aggiunge anche il fotografo sportivo Nick Laham, che ha utilizzato un iPhone e l’applicazione Instagram per un suo recente photoshoot con la squadra di baseball dei New York Yankees.
Non è la prima volta che un fotoreporter utilizza il proprio iPhone per realizzare un servizio completo. Già nel 2010 il fotografo di guerra Damon Winter aveva utilizzato un iPhone 4 e l’applicazione Hipstamatic per un reportage sui soldati usa in Afghanistan finito in prima pagina sul New York Times.

Tuttavia è di certo la prima volta che delle immagini realizzate con questa modalità finiscono in licenza su Getty Images, archivio fotogiornalistico utilizzato da migliaia di testate in tutto il mondo (compreso il nostro network). Non mancano le critiche, almeno in parte condivisibili, di chi sostiene ad esempio che quelle immagini, scalate e rimpicciolite da Instagram durante il processo di applicazione dei filtri, non hanno una risoluzione sufficiente per la stampa su giornali e riviste e che in fondo sì, bella prova d’innovazione e tutto il resto, ma la Canon 5D Mark III è un’altra cosa.

Ed è ovvio e giusto che sia così, come è innegabile che tuttavia l’iPhone, con la sua estrema portatilità, con le infinite possibilità di condivisione istantanea e grazie a una miriade di incredibili applicazioni creative abbia rivoluzionato in parte anche il mondo della fotografia. Un mondo in cui, da Niepce alla Leibovitz, passando per Robert Capa ed Helmut Newton varrà sempre e comunque un assioma fondamentale: “non è la macchina che fa il fotografo”.

Laham ha parlato della sua esperienza con gli Yankees sul suo blog.
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