iPhone 3G: curioso “giallo” estivo

di Michele Baratelli 13

Attenzione: questa notizia potrebbe interessare a tutti. Appena avete acquistato iPhone 3G, avete guardato dentro al programma “Immagini” per scoprire se qualcuno aveva già fatto delle foto con il vostro nuovo iPhone 3G? Impossibile trovare delle immagini dentro iPhone, dite voi? Leggete, dopo il salto, quello che è successo a una gentile signora americana che aveva appena acquistato il suo iPhone 3G: verità o “mostruosa” presa in giro?

Si sa benissimo che in estate le notizie diventano sempre meno, dato che tanti “giornalisti” se ne vanno beatamente in vacanza. È anche vero però che, sempre in estate, a volte si creano dei curiosi “gialli”: nulla di eclatante certo, ma, spesso, si scoprono delle nuove realtà interessanti. Quella che vi proponiamo oggi è proprio una notizia del genere: non ditemi che non vi siete mai chiesti da dove arriva e come è stato prodotto il gioiellino da 569 Euro che magari avete ora davanti a voi.

Quello che è successo è molto semplice e potrebbe essere riassunto in questa maniera: una signora (la mamma di colui che ha divulgato nel mondo la notizia) ha acquistato un iPhone e, una volta a casa, ha trovato, nel programma “Immagini”, già tre foto presenti mentre lei cercava di impostare il Wallpaper. La cosa curiosa è che le tre foto sembrano scattate all’interno di una fabbrica che produce iPhone e solo una di esse è fruibile.

L’immagine in questione è quella di apertura del presente articolo: sono raffigurati tantissimi iPhone imballati in gusci di plastica rigida, come se dovessero essere trasportati altrove per essere impacchettati. Ecco, forse, da dove vengono i nostri iPhone. Qualcuno ha mosso dubbi sulla legittimità di queste foto e altri hanno criticato il fatto che Apple punti spesso il dito sull’ecologia ma sia la prima ad inquinare “sprecando plastica”.

Spreco di plastica“: Apple non produce direttamente i suoi prodotti a Cupertino, dove ha sede legale e di progettazione. I suoi prodotti sono spesso fabbricati in Cina o in altri paesi dell’est, dove naturalmente la manodopera costa meno e i “controlli” sono, teoricamente, meno presenti. Apple si è spesso tuffata in campagne ambientaliste e il fatto che “imballi” temporaneamente gli iPhone in “vassoi” di plastica e non di argento non è poi un grave peccato. La plastica in questione può essere benissimo riciclata e, crediamo, anche riutilizzata per un successivo lotto di melafonini 3G.

Legittimità delle foto“: La rete è piena di “fakes” e si abbocca che è un piacere, questo è vero. A volte non basta fidarsi del proprio intuito o del fatto che la notizia sia stata ripresa anche dai grandi siti del Mac Web: spesso bisogna fidarsi e basta. L’immagine in questione potrebbe essere anche reale, ma, un dubbio, ora che scriviamo, ci sorge spontaneo: ogni iPhone, per funzionare, deve essere attivato. Come facevano questi iPhone a essere attivati, o meglio, come hanno fatto ad attivarne uno e poi rimetterlo nel “vassoio”?

Avremmo piacere a ricevere le vostre opinioni a riguardo nei commenti, con la certezza che tutti quegli iPhone sarebbero più comodi e meglio accuditi sulla mia scrivania piuttosto che sopra quegli orrendi “vassoi” di plastica.

[via]