Giappone: uno smartphone su tre è un iPhone

di Giovanni Biasi 2

iphone giappone docomo

Secondo gli ultimi dati provenienti da MM Research Institute Ltd., un’agenzia di ricerca con base a Tokyo, l’iPhone di Apple ha rappresentato, durante l’anno fiscale conclusosi lo scorso Marzo, il 36.6% delle spedizioni giapponesi di smartphone. Si tratta di un +11.1% rispetto all’anno precedente, in cui si fermava a 25.5 punti percentuali. La crescita, che ha portato nel 2013 alla spedizione di un totale di 14.43 milioni di iPhone nel territorio giapponese, è dovuta principalmente alla conclusione di un accordo con NTT DoCoMo, il più grande operatore telefonico giapponese.

Apple è quindi al primo posto nelle spedizioni giapponesi di smartphone. Al secondo troviamo invece la nipponica Sharp, che si prende il 13% del mercato con 5.14 milioni di smartphone spediti; al terzo Sony, che gioca anche lei in casa ma si ferma al 12.3%, con 4.8 milioni; e al sesto troviamo Samsung, storica rivale di Apple che però in Giappone fatica a superare il 5% (si trova al 5.7, per la precisione).

La notizia non ci sorprende molto, soprattutto se teniamo in considerazione il già assodato dominio di Apple nel mercato giapponese degli smartphone. Nel quarto trimestre del 2013, l’iPhone ha distrutto ogni forma di concorrenza totalizzando il 68.7% delle vendite totali di smartphone, stabilendosi di fatto al primo posto nelle vendite tra i tre provider principali del paese.

E vitale per una crescita simile è stato proprio il raggiungimento dell’accordo con l’operatore DoCoMo, che ha cominciato a vendere prodotti Apple solo dallo scorso autunno. Nel primo mese di vendita tramite l’operatore, ad Ottobre, l’iPhone è riuscito immediatamente a coprire il 61% di tutto il mercato degli smartphone DoCoMo.

La storia dell’iPhone in Giappone, comunque, nasce nel 2008, quando Apple aveva raggiunto accordi con SoftBank per vendere il dispositivo. All’epoca fu proprio DoCoMo a mostrarsi riluttante, soprattutto in relazione alle politiche di partnership imposte da Apple.
Fortunatamente per Cupertino, però, ora le cose sono cambiate.

via | Apple Insider