Batteria illimitata? Quasi, con un nuovo brevetto di Apple

di Lorenzo Paletti 1

È noto che quando si tratta di brevetti Apple non si risparmia. Ecco perché forse non stupisce l’ultimo strano brevetto di Cupertino, confermato solo qualche ora fa, che permetterebbe di ricaricare un iPhone senza doverlo necessariamente collegare ad una presa elettrica o ad un computer.

Avete presente quelle torce elettriche che funzionano “a scuotimento”? Un magnete, tipicamente di forma cilindrica, è posizionato all’interno del manico della torcia. Muovendo la torcia è possibile far scivolare il magnete attraverso una spira di filo metallico, anch’essa posizionata nel manico, generando energia elettrica.

Trasformare lavoro meccanico in energia elettrica non è una novità, ma lo è il modo in cui Apple applica questa idea ad un telefono. In genere sono necessari un magnete di discrete dimensioni e una spira con molti avvolgimenti per produrre una energia sufficiente all’accensione della torcia. Come può essere possibile ricaricare un telefono con questo principio, senza tornare alle dimensioni del TAC di Motorola?

Scrive Apple nel brevetto: “Per raggiungere una potenza sufficiente, un sistema tradizionale include tipicamente spesse bobine di cavo metallico che aumentano le dimensioni totali del dispositivo. Non solo, la bobina di cavo e il magnete di un sistema tradizionale sono spesso posizionati in una maniera non efficiente che aumenta ulteriormente le dimensioni complessive“.

La soluzione degli ingegneri di Cupertino: stampare la bobina su un foglio per circuiti elettrici, e posizionare sottilissimi magneti nel telefono. Ogni movimento del device produce uno spostamento dei magneti attraverso la bobina, generando di conseguenza corrente elettrica.

Certo sarà ancora necessario collegare il telefono ad una presa elettrica, ma la durata di una carica non potrà che aumentare considerato la quantità di movimenti che, quotidianamente, sopporta uno smartphone. Ora rimane da vedere se Apple ha intenzione di applicare il brevetto in qualche device, o se rimarrà in un prototipo, chiuso nei laboratori di Cupertino.

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