8 anni fa Steve Jobs svelava l’iPhone

di Andrea "C. Miller" Nepori 1

Sono passati esattamente otto anni da quel 9 gennaio 2007, quando per la prima volta Steve Jobs svelò al mondo il prodotto segreto su cui Apple lavorava da anni e che avrebbe rivoluzionato (e creato) un mercato miliardario: l'iPhone.

Quel keynote è passato alla storia come una delle presentazioni commerciali più importanti di sempre. Niente male, se si considera che l’iPhone che Steve Jobs aveva voluto a tutti i costi utilizzare sul palco non era altro che un prototipo messo insieme in fretta e furia dagli ingegneri Apple. Il dispositivo era praticamente inutilizzabile e Steve doveva seguire una procedura specifica per fare in modo che il telefono non andasse in crash ad ogni operazione.

Tutto andò liscio e Steve riuscì abilmente nella sua consueta opera di “distorsione della realtà”: un prototipo sembrava un prodotto finito e a tutti fu consentito di cogliere uno scorcio di futuro. Ci sarebbero voluti altri sei mesi affinché il primo, limitatissimo, modello di iPhone arrivasse sul mercato americano, nel giugno del 2007.

Oggi, a otto anni di distanza, con un iPhone 6 fra le mani, non possiamo che guardare indietro e prendere atto che quello fu il momento in cui si definiva di un’epoca. Qualcuno allora se n’era già accorto, altri invece sminuirono quella novità come un fuoco di paglia, che si sarebbe presto spento. Un errore di valutazione che di lì a qualche anno avrebbe influito su moltissime carriere ai vertici delle grandi aziende tecnologiche statunitensi e determinato il futuro di più di un’azienda (Palm, RIM).

Prendetevi dieci minuti e scorretevi il filmato completo di quel keynote. Lasciatevi prendere da un po’ di sana nostalgia. E non perdetevi la parte in cui Steve Jobs parla dei più antichi dispositivi di puntamento a disposizione dell’uomo – le dita. E’ una delle più divertenti.

Interessante notare, infine, quale prominenza fu riservata sul palco a Eric Schmidt, allora CEO di Google e membro del Consiglio di Amministrazione di Apple ma anche vera e propria quinta colonna di Google all’interno dell’azienda di Cupertino. Ecco, nessuno in quel momento poteva davvero prevedere che Schmidt, sarebbe diventato, di lì a due anni, un acerrimo nemico di Apple (e di Steve).