Parallels Access porta le applicazioni di OS X e Windows sull’iPad

di Andrea "C. Miller" Nepori 5

Si chiama Parallels Access ed è il nuovo servizio di Parallels che permette di utilizzare le applicazioni installate sul proprio Mac o sul proprio PC Windows direttamente su iPad o iPad mini.
Un’applicazione gratuita presente in App Store, da scaricare sul dispositivo, si connette direttamente ad un client installato a sua volta sul Mac o PC.
Un’offerta analoga ad altre già presenti sul mercato ma con una “pecca” che sta raccogliendo più di una critica: per utilizzare il servizio è necessario sottoscrivere un abbonamento annuale di 80€.

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L’applicazione per iPad e iPad mini di Parallels Access consente di utilizzare le applicazioni desktop sui dispositivi “traducendo” gli input tattili in comandi comprensibili per le app installate su Mac o su PC.
Alla prima connessione fra iPad e computer l’utente troverà sul proprio dispositivo una sorta di Springboard con tutti i programmi più utilizzati. L’ordine delle icone e le applicazioni presenti in questo launcher è definita dalla frequenza di utilizzo su PC, ma può essere modificata a piacimento.

Interessante l’implementazione di un app switcher con anteprima dell’applicazione grazie al quale è possibile passare direttamente da un’applicazione all’altra (vengono tutte riprodotte a schermo pieno).
Altro aspetto interessante da segnalare è la possibilità di copiare testo o altri elementi nelle applicazioni “virtualizzate” sull’iPad per poi incollarli in altre app native del dispositivo, come ad esempio le note o il browser.

MacWorld ha pubblicato un’interessante “hands-on” di Parallels Access in attesa di una recensione più approfondita. L’impressione che si può ricavare da un primo sguardo al servizio è certamente positiva. Parallels ha realizzato un prodotto completo e dalle aspirazioni professionali che potrà competere con le alternativa già presenti sul mercato.

Il particolare che rovina un po’ la festa, come già anticipato, è la necessità di sottoscrivere un abbonamento di 80€ all’anno per continuare ad utilizzare il servizio.
La concorrenza offre soluzioni analoghe, magari con qualche feature differente, a prezzi minori e da versare una tantum, all’acquisto dell’applicazione. Non è facile individuare vantaggi sufficienti per giustificare la ricorrenza annuale di un simile esborso.