Olipad: visto da vicino.

di Gospel Quaggia 31

Devo essere onesto, mentre andavo all’evento di presentazione di Olipad, tablet di casa Olivetti, stavo già ragionando da un po’ al modo di stroncarlo senza essere troppo maleducato, come si conviene a un ospite.

Con altrettanta onestà devo invece dire che sono uscito dalla presentazione favorevolmente colpito. Non tanto da convincermi a lasciare il mio iPad, ma quanto basta per dire che si tratta di un prodotto che ha la sua ragion d’essere e che potrebbe anche avere un minimo di penetrazione nel mercato.

Presentato dalla stampa come iPad italiano, Olivetti tiene a far sapere che si tratta di una cosa diversa, che non vuole essere una scopiazzatura e che si rivolge ad un’utenza diversa, grazie anche al prezzo molto aggressivo di 399 €.

Per fare un paragone, iPad WiFi+3G da 16GB costa ben 599 € e quindi chi lo trova troppo caro per le caratteristiche offerte può sicuramente trovare una valida alternativa in questo tablet di Olivetti, piuttosto “dotato” in quanto a caratteristiche hardware.

Monta infatti un processore NVIDIA Tegra 2 Dual Core da 1 GHz, 1 GB di RAM, uno slot per schede Micro-SD tramite il quale espandere fino a 64 GB la capacità di memorizzazione (oltre ai 16 GB di serie), webcam da 1,3 Mpix, porta USB e Mini-USB.

Se si acquista anche la Docking Station dedicata, si aggiungono altre 2 porte USB e una porta HDMI 1.3.

L’unico aspetto negativo per quanto riguarda la parte hardware è dato dallo schermo da 10″ LCD, capacitivo 4-point, da 1024×600 pix, che è distante anni luce come qualità rispetto a IPS di Apple o ai Super AMOLED di Samsung e altri.

Qui c’è una differenza sostanziale in quanto a caratteristiche e, soprattutto, filosofia. Si riempie un oggetto di hardware interessante e performante, quando un tablet è fondamentalmente costruito intorno allo schermo. Non lo si controlla tramite USB, né la sua funzione principale è quella di essere utilizzato connesso a un monitor HD, ma lo si controlla e utilizza proprio tramite lo schermo, almeno per la maggior parte del tempo.

Logica vorrebbe quindi che il maggior sforzo fosse concentrato proprio lì, ma io sono obiettivamente di parte e sicuramente questa è una scelta che ha contribuito a mantenere il prezzo molto accessibile.

Altro punto negativo è sicuramente Froyo (Android 2.2). Olivetti ha compiuto uno sforzo encomiabile nell’ottimizzazione e i risultati sono sicuramente pregevoli.

Ma Froyo non è nato per i tablet e questo in minima parte traspare. Non sempre il comportamento è fluido e si sente la mancanza di quelle “finezze” alle quali siamo abituati grazie ad Apple. Resta certamente in piedi tutto il discorso che riguarda  il sistema “Open”, ma non voglio qui addentrarmici, la polemica sarebbe troppo facile.

Inoltre Google non licenzia Android Market su Froyo quando questo viene installato su dispositivi maggiori di 7″. Olivetti ha quindi sopperito con un proprio App Shop (SlideMe), che consente comunque una buona scelta di App gratuite e a pagamento. Avrà sicuramente un punto di forza con l’Application Warehouse, magazzino di applicazioni dedicate all’area business.

La scelta di Froyo è comunque comprensibile e data soprattutto da fattori temporali. Attendere Honeycomb significava rimandare l’uscita del tablet di almeno sei mesi, mentre Olivetti ha preferito stringere i tempi.

Non ho dubbi che con il nuovo sistema Android e magari uno schermo più performante potrebbe diventare un’alternativa decisamente molto competitiva, sempre che si riesca a mantenere il prezzo attuale.

Anche perché il fattore-forma e il monitor da 10″ sono piuttosto gradevoli: pur essendo più pesante e più ingombrante di iPad, non è affatto scomodo da usare, o almeno questa è la sensazione che ho avuto nella mezz’ora scarsa che ho avuto a disposizione per provarlo.

Tirando le somme, al momento mi sembra una buona alternativa, soprattutto per quanto riguarda il prezzo. Altri concorrenti di iPad costano cifre che non spenderei mai se dovessi fare un confronto e come punto di partenza mi sembra buono.

Soprattutto non mi sembra ci sia quell’affanno nel voler inseguire Apple, ho notato un certo pragmatismo durante la presentazione che potrebbe (ma non è il mio campo) portare ottimi frutti in termini di risultati per Olivetti. La rete commerciale è infatti piuttosto vasta (ca. 500 esercizi commerciali) e non dobbiamo dimenticare che Olivetti fa pur sempre parte del gruppo Telecom, in grado quindi di raggiungere molti utenti

Staremo a vedere, per il momento potete trovare tutte le informazioni e dove acquistare Olipad sul sito ufficiale Olivetti.