Una mela in tutte le case: l’Apple II

di Michele Milanese 3

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Abbiamo già parlato dell’Apple I come del primo personal computer della storia, però non è stato certo lui, con i suoi 200 esemplari prodotti, a far si che l’informatica diventasse un affare di dominio pubblico.

Il merito va al suo diretto successore: quel mito che portava il nome di Apple II.

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Introdotto nel 1977 era un enorme passo avanti rispetto all’Apple I, pur condividendo con il predecessore il microprocessore.

Tuttavia il design era evidentemente superiore: 8 slot di espansione, case con tastiera (ma era disponibile anche come scheda madre “nuda” per gli hobbisti) e display a colori: massimo 6, ma già un’enormità per l’epoca.

Se gli slot di espansione erano una cosa mai vista quello che rese l’Apple II un enorme successo fu VisiCalc: antesignano di Excel forse spartano, ma capace di rendere l’Apple II un vero must per tutti i ragionieri che precedentemente impiegavano giornate intere a far somme!

L’Apple II vide sucessivamente diverse incarnazioni: l’Apple II+ (1979), l’Apple IIe (1983), l’Apple IIc/IIc+ (1984), l’Apple IIe Enhanced (1985) e l’Apple IIgs.

All’epoca le date di rilascio dei nuovi prodotti non erano ravvicinate come oggigiorno, ma l’Apple II costituisce probabilmente un record, essendo stato prodotto per quasi 15 anni, sovrapponendosi al Lisa e al Macintosh del 1984.

Il sistema operativo era il Woz Integer BASIC, che risiedeva nella ROM, non essendo disponibile alcun disco fisso.

E a proposito di Woz, qui potete trovare l’articolo che ha rilasciato alla rivista Byte solo un mese dopo la nascita dell’Apple II.
Una lettura imperdibile per ogni appassionato di retrocomputing.