Psystar: ecco perché Open Computer costa poco

di Andrea "C. Miller" Nepori 22

Nel precedente articolo dedicato all’avvincente saga dei Mac-cloni avevo promesso che non ci sarebbero stati nuovi episodi della serie. Considerate dunque questo articolo come una postfazione, resa necessaria dal fatto che MacWorld, la più autorevole rivista dedicata al mondo Mac, ha acquistato, ricevuto e iniziato il testing di uno dei cloni prodotti dalla Psystar. James Galbraith, l’articolista che si è occupato della prova, non nasconde la propria delusione per il prodotto e mette in evidenza una serie di problemi incontrati subito prima e poco dopo l’accensione e il primo utilizzo del prodotto.

Il tentativo di offrire un quasi Mac ad un costo inferiore rispetto ai computer di Apple ha costretto la Psystar a scendere parecchio a compromessi e la filosofia “it just works” che caratterizza ogni modello prodotto da Cupertino è quanto di più lontano dall’esperienza offerta dai prodotti Psystar. Tralasciando gli aspetti che possono sembrare importanti solo per gli Apple maniaci (ma in realtà non lo dovrebbero essere) come il packaging disordinato e decisamente anti-ecologico di cui parlavamo nell’articolo precedente, la rumorosità eccessiva o l’impossibilità di effettuare regolarmente l’aggiornamento del sistema, i computer di Psystar mostrano seri problemi anche in fase operativa.

Molti dei core elements di Leopard hanno dato qualche tipo di problema ai testers di MacWorld. Time Machine, ad esempio, riconosce un drive esterno e lo indicizza ma restituisce un errore al primo tentativo di backup (sul sito della Psystar è adesso disponibile una patch risolutiva che va scaricata e installata manualmente). Allo stesso modo il Mac-clone non riesce a gestire altre funzioni come il FireWire Target Mode, il Safe Boot, lo zapping della PRAM o la selezione di un disco all’avvio tramite tasto Alt.

In definitiva i computer della Psystar sono computer che costano come un PC di fascia media e portano con se tutti i problemi tipici di un PC: patching manuale del sistema, rumorosità, risoluzione dei problemi demandata totalmente alle capacità dell’utente e chi più ne ha più ne metta. E non si può nemmeno sostenere che il prezzo sia il punto forte dei prodotti di Psystar. Con 751$ i ragazzi di MacWorld hanno acquistato un PC Intel Core Duo 2 da 2,2 GHz, comprensivo di Nvidia GeForce 8600GT (110$), scheda FireWire (50$), sistema operativo Mac OS X Leopard preinstallato (155$) e spedizione (37$). Se si pensa che con meno di 300$ in più è adesso possibile acquistare un iMac Intel Core Duo 2 da 2,4GHz, con tutte le caratteristiche di un vero Mac (e uno schermo da 20″ compreso nel prezzo), assistenza e supporto, non riusciamo davvero a capire come la Psystar possa possa pretendere di spacciare i propri Open Computer come alternativa economica ai computer di Apple. Nel settore computing l’economicità non è una caratteristica istantanea, limitata unicamente all’esborso al momento dell’acquisto. Insomma: i prodotti di Psystar sono solo PC, e nemmeno della miglior qualità. Qualcuno si chiede ancora perché Apple voglia continuare a produrre the “whole banana”, come dice Woz, senza offrire Mac OS X in licenza a terze parti?

Image by Camillo Miller, original Credits: Gizmodo.com