L’opinione di Woz su iPhone, i tagli di prezzo e il futuro di Apple

di Michele Milanese Commenta

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Se c’è una persona che ha sempre qualcosa di obiettivo da dire su Apple quella persona non può essere che Steve Wozniak.

E come poteva non essere interrogato sull’iPhone e su ciò che questo piccolo prodotto può significare per la casa della mela?

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Il cofondatore di Apple è stato recentemente intervistato da iTnews ed ha espresso tutto il suo amore per il nuovo cellulare di Cupertino, pur dicendo, essenzialmente, che il taglio di prezzo dopo soli 68 giorni dall’immissione in commercio è un colpo basso per i consumatori.

Sono abituato a pagare qualcosa di più per avere un prodotto appena uscito” ha detto Woz, “ma questo calo di prezzo è troppo anticipato, troppo duro“. Woz si è inoltre lamentato per il fatto che non può riscuotere il rimborso di 100$ per la ventina (gulp!) di iPhone che ha comperato per regalarli agli amici.
Mentre nutro parecchi dubbi sul fatto che una persona che spende circa 12000$ in telefonini abbia immediato bisogno di 2000$ dollari di rimborso mi pare evidente come Wozniak si schieri dalla parte degli early adopters che si sono sentiti traditi dalla mossa di Steve Jobs.

Tuttavia si è anche detto “innamorato” dell’interfaccia dell’iPhone, anche se si è lamentato del fatto in casa Apple non c’è più l’attenzione che c’era un tempo per garantire una interfaccia utente semplice ed intuitiva. “Abbiamo imparato delle regole, e adesso non facciamo che applicarle. La vera innovazione è sparita” ha commentato.
Woz parla in prima persona come se lavorasse ancora alla Apple, ma non risparmia dure critiche verso quella che reputa una politica mirata più al profitto che alla soddisfazione dell’utente: “ora alla Apple siamo un monopolio, come Microsoft: se vuoi comperare un Macintosh devi comperare un Macintosh, non serve qualità da vendere“.

Insomma: grandi prodotti ma una filosofia che non è più quella che il Woz amava. Per lui l’azienda che ha creato ha luci ed ombre

Più tenero il giudizio per Google: “ci lavorano molte delle persone che hanno lavorato all’Apple Lisa o al Macintosh: il clima che si respira è quello dei primi tempi alla Apple“. Il clima che ai suoi occhi significa innovazione.