Nuovi Mac mini, convenienti o morenti? Un sondaggio

di Andrea "C. Miller" Nepori 28


Apple, dopo più di un anno e mezzo di attesa, ha finalmente deciso di aggiornare i Mac mini. Chi si aspettava un completo restyling, però, è rimasto deluso.  Niente Mac mini Unibody, per così dire, ma solamente un aggiornamento della dotazione interna. Ciò che ha suscitato maggiore stupore è però l’aumento del prezzo nell’area € e in Gran Bretagna ( il prezzo della versione U.S.A. è rimasto invariato) con tanto di ri-parificazione con l’importo in dollari dopo l’abbassamento del prezzo avvenuto mesi addietro. Scelta azzardata o necessità legata ai costi affrontati per la progettazione di questo aggiornamento? Voi che ne pensate? Di seguito un sondaggio. Dopo il salto una breve analisi. Non dimenticate di dire la vostra nei commenti!

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Le novità introdotte da Apple sui Mac mini presentati ieri non sono nulla di eclatante ma è altresì vero che non ci si aspettava nulla di particolare da un aggiornamento “silenzioso” come questo. L’introduzione dei chipset NVIDIA sul piccolo di casa Apple era quasi un atto dovuto dopo il successo riscosso dalla nuova piattaforma sulla linea di portatili lanciata ad ottobre.

Ci sono però ancora alcune limitazioni difficili da giustificare come ad esempio l’utilizzo di un Hard Disk di soli 120GB per il modello base e una differenza di ben 200€ fra i due modelli. Fra le buone notizie annoveriamo la presenza di due uscite video e della porta Firewire 800 nonché la scelta di dotare il piccoletto di memoria RAM DDR3 a 1066MHz. Parlando di RAM, tuttavia, non si può non notare che una configurazione di base ad 1 GB appare piuttosto anacronistica.

In parte l’impressione è che Apple abbia puntato ad un rinnovamento leggero per un prodotto che potrebbe anche non vedere successivi update (quasi certamente non con questo stesso fattore di forma): non sono state sprecate eccessive risorse per riprogettare il case esterno, facendo ricorso unicamente alla riconfigurazione della scheda logica, e non si è scelto di rilanciare in maniera forte l’immagine di un prodotto che sembra aver imboccato un binario morto ormai da tempo. L’unico slancio di marketing riguarda la promozione a sfondo ecologista (The world’s most energy-efficient desktop computer) che Apple ormai confeziona per ogni novità hardware. Quella plastica bianca di copertura, però, dice bromuri e ritardanti di fiamma, elementi di lavorazione che di ecologico hanno ben poco.

Il mio commento può apparire critico, in realtà la mia idea finale è piuttosto neutra. L’unico cruccio, lo ripeto ancora, è il prezzo in Euro, difficile da giustificare appieno per questo prodotto. All’utenza americana, in relazione, è stata offerto un aggiornamento più interessante poiché il fatto che il prezzo in dollari non sia variato mette in evidenza solo le novità tecniche.

Nel complesso Apple sembra aver fatto la scelta giusta. Non aveva senso investire troppo tempo e denaro (compresa l’organizzazione di un evento) per il rinnovo della gamma desktop in un periodo in cui questa tipologia di computer sta subendo un calo drastico nelle vendite. In queste condizioni di crisi settoriale il cavallo su cui puntare e di cui massimizzare la competitività era l’iMac, protagonista non a caso dell’update più interessante di questo martedì Apple.