MacBook Pro Early 2011, Una storia in tre puntate – Puntata I

di Giuseppe Benevento 26

MacBook Pro Early 2011 e AMD Radeon HD 6750M, Un connubio non proprio perfetto?
Nelle puntate precedenti:
Prologo

Prima puntata: L’ordine e la spedizione

Eccoci alla prima puntata della nostra storia. Come, avrete intuito, ci dedicheremo alla fase di configurazione ed ordine del prodotto e della spedizione dello stesso.

La fase di ordine è sicuramente ciò che di più semplice esista. Basta scegliere il proprio MacBook Pro, configurarlo come più si preferisce (per quel che Apple permette) e passare alla successiva fase di acquisto. A quanti non volessero utilizzare la propria carta di credito per acquisti online diciamo che il nostro acquisto di oltre 2000 € è stato effettuato con una normalissima PostePay che Apple accetta senza alcun problema (a patto che sulla carta sia disponibile l’importo da pagare).

Me vediamo qualcosa in più.

Spedizione Apple MacBook Pro Early 2011 - TheAppleLounge
Come mostra nell’immagine il MacBook Pro ordinato è proprio quello di cui via abbiamo parlato nel prologo della nostra storia. La spedizione indica 1-3 giorni lavorativi. Ma cosa significa? Sicuramente l’indicazione di Apple è fuorviante. Chi non ha mai ordinato un computer “personalizzato” (CTO) potrebbe facilmente essere indotto a pensare che in massimo tre giorni lavorativi il computer sarà nelle proprie mani. Così non è!

Nel nostro caso abbiamo effettuato l’ordine nel tardo pomeriggio del 25 marzo 2011 (venerdì). L’indicazione degli 1-3 giorni lavorativi sta ad indicare che entro questa tempistica il nostro computer sarà assemblato. E così è stato. Dopo tre giorni lavorativi (30 marzo 2011) il nostro MacBook Pro Early 2011 era assemblato e pronto per essere spedito dalla Cina orientale.

La consegna, inizialmente prevista entro e non oltre il 7 aprile 2011, è stata poi corretta con previsione anticipata al 6 aprile 2011. Ma quanto ha impiegato il MacBook Pro ad arrivare dal luogo di produzione, Songjiang nei pressi di Shangai, fino al luogo di consegna (Milano)? Vediamo insieme il tracking del corriere.

È sicuramente estremamente chiaro dal 25 marzo al 6 aprile intercorrono ben dodici giorni di cui otto di questi sono lavorativi. E ciò va a dimostrare ciò che vi dicevamo all’inizio riguardo al fatto che la spedizione di cui parla Apple non sta a significare che il prodotto arriverà nelle mani del cliente entro quella tempistica.

Ed ora vediamo come è andata la nostra spedizione.
MacBook Pro Early 2011 Shipment Status - The Apple Lounge
Come mostra l’immagine, il MacBook Pro ha velocemente raggiunto l’aeroporto internazionale Pudong di Shangai (circa 50 Km da Songjiang) ma fino alla 23.00 ca. del primo aprile 2011 non avevamo notizia di dove fosse il nostro portatile visto che ci venivano indicati dei problemi nella spedizione. È proprio nella tarda serata del primo aprile che scoprimmo che il MacBook Pro era ancora piuttosto distante: Arnhem in Olanda. Fino al 5 parile 2011 non abbiamo avuto notizia della spedizione finché, appunto il 5 aprile, abbiamo scoperto che il MacBook Pro era finalmente a Milano e, con un giorno di anticipo, ci è stato consegnato intorno alle 11.00 del mattino. Non sappiamo, però, se il corriere che lo ha consegnato sia venuto in ginocchio sui ceci fin da Arnhem visti i quattro giorni impiegati per raggiungere Milano dall’Olanda. Ma andiamo avanti.

A questo punto ci poniamo una domanda. Apple ha molto lavorato per ridurre il packaging dei suoi prodotti. Ciò per ridurre l’impatto ambientale prodotto dal packaging in sé ma anche per ridurre quello generato dal trasporto. Se i pacchi son più piccoli, se ne possono spedire di più rispetto al passato. Ma a cosa serve un tale sforzo se poi un pacco deve fare il giro del mondo?

Mentre attendevamo l’aggiornamento dello stato della spedizione tra il 30 ed il 31 marzo, abbiamo cercato di capire i motivi del ritardo visionando il sito dell’aeroporto internazionale di Shangai. Non abbiamo capito i motivi del ritardo ma abbiamo scoperto, visionando i voli cargo in partenza da Shangai, che esiste almeno un volo diretto per Milano Malpensa che, oltre a poter ridurre i tempi di spedizione, ridurrebbe l’impatto ambientale per il trasporto da Arnhem a Milano nel nostro caso. Sicuramente questo “giro del mondo” non è imputabile ad Apple bensì al corriere, ma non ci sembra un comportamento degno dell’azienda di Cupertino non fare attenzione a tali aspetti.

Se Apple intervenisse sui processi di spedizione, sicuramente si potrebbero ridurre sia i tempi di consegna che i gas inquinanti prodotti per portare a destinazione un scatola (perché alla fine di questo si tratta).

A questo punto alcuni si chiederanno quando inizia la garanzia del prodotto ed il periodo entro in cui si può chiedere il recesso. Inizia quando è avviato l’assemblaggio del prodotto? Quando il prodotto parte dalla fabbrica? Quando viene fatturato? Quando viene consegnato? Quando viene acceso? Di questo ne parleremo nella seconda puntata di questa storia.

Adesso che abbiamo fatto chiarezza su cosa significa la spedizione che Apple indica sul negozio online, raccontateci le vostre esperienze con le spedizioni della Mela.