iPhone in Francia con SFR da aprile

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A partire dall’otto aprile iPhone sarà disponibile in Francia con un secondo operatore. Il carrier SFR ha annunciato ufficialmente ieri che fra poco più di un mese il telefonino di Apple sarà in vendita presso i propri punti vendita e nello store online. L’apertura di Apple ad un secondo operatore d’oltralpe fa seguito ad una regolamentazione governativa secondo la quale la disponibilità del prodotto presso un unico operatore (Orange) costituisce “una seria e imminente minaccia” alla libera concorrenza. Il costo e i piani tariffari previsti (non ancora confermati, però) sembrano allettanti e dal punto di vista dell’accesso alla rete tramite 3G e Wi-fi pubbliche fanno decisamente sfigurare qualsiasi offerta dei nostri operatori nazionali.

L’iPhone di SFR partirà da 99€, come preannunciato dalla pagina in cui ci si può iscrivere alla newsletter, ma non si sa ancora se tale cifra sarà legata al piano più costoso o sarà il prezzo standard della versione 8GB. Per capirci, Vodafone in Italia potrebbe pubblicizzare l’iPhone con un “a partire da 0 €” specificando molto in piccolo che in quel caso ogni mese sarebbe necessario versare alle casse dell’operatore 12 litri di sangue e tre vacche grasse.

In ogni caso MacNN anticipa un primo schema tariffario: iPhone 8GB prezzato 99€ o iPhone 16GB a 199€; da associare a piani di 24 mesi con SMS illimitati, traffico dati Flat e accesso gratuito agli hot spots Wi-Fi a partire da 42€ al mese, fino ad arrivare a 68€ al mese in base ai minuti di chiamata compresi nel piano.

Mentre in Francia si prendono decisioni forti e rapide per contrastare possibili monopoli e situazioni in cui non sembra esistere la concorrenza, in Italia la il patto di sangue fra Tim e Vodafone resta più saldo che mai. La situazione italiana è doppiamente anomala perché agli occhi di un osservatore esterno la presenza di una duplice offerta dovrebbe essere sufficiente a garantire sani livelli di concorrenza.

Sappiamo bene che non è così e sappiamo anche che le decisioni prese dall’Autorità Garante recentemente sono quantomeno insufficienti. Che cosa può fare, contro un problema grave come la rimodulazione unilaterale delle tariffe, una multa di 500.000 € a due società che speculano costantemente su prodotti e servizi (come gli SMS) con margini elevatissimi?

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