iPad, la storia dell’immagine di sfondo

di Andrea "C. Miller" Nepori 18

Photo: Richard Misrach

Dopo l’evento del 27 gennaio, dell’iPad si è parlato in tutte le salse. C’è un particolare però di cui non si è discusso granché se non per giudicarne en passant la bellezza e concordare sul gusto di Apple nella scelta effettuata; sto parlando, come avrete intuito dal titolo, della immagine di sfondo di iPad.

La foto è uno scatto del 2004 del fotografo Richard Misrach, veterano dell’obiettivo, e raffigura il Pyramid Lake, un lago che si trova all’interno di una riserva indiana in Nevada. Il fotografo ha appreso della scelta di Apple dal suo agente per l’area di San Francisco, perché l’azienda non gli aveva fatto sapere nulla prima del lancio del dispositivo.

Misrach ha spiegato ad ArtInfo che Apple lo ha contattato tempo addietro invitandolo ad inviare una decina di opere tratte dalle sue serie, per poi non sceglierne nemmeno una.

Poi però, un paio di settimane prima dell’evento iPad, Apple ha inviato una mail al fotografo per notificargli la volontà di acquisire in licenza la sua sua Pyramid Lake (at night) con un accordo d’esclusiva della durata di 5 anni senza lasciar trapelare alcun particolare sulla destinazione d’uso della foto, se non il fatto che Apple avrebbe potuto adoperarla per sfondi e screensaver. Poi più nulla, nemmeno una bozza di contratto, fino al 27 gennaio.

Comprensibile lo shock di Misrach quando ha scoperto che la sua foto era stata scelta come sfondo di default del nuovo prodotto Apple, una funzione che per altro l’ha immediatamente catapultata sulle prima pagine delle testate di tutto il mondo, seppur a dimensione ridotta e “declassata” a tappezzeria dell’iPad.

“E’ una lunga esposizione notturna” ha spiegato Misrach ad ArtInfo “con la luna che illumina le montagne in lontananza. L’ho scattata con una 8×10, quindi la qualità è ottima e si possono perfino vedere le scie delle stelle che solcano il cielo”.

“La cosa divertente” ha aggiunto “è che per anni ho usato la foto come mio screensaver personale. Per cui credo proprio che sappiano quel che stanno facendo.”