Mentre l’eco del successo della serie 17 non si è ancora spento, il mondo del tech volge già lo sguardo al futuro, cercando di delineare il profilo di iPhone 18 Pro e Pro Max.
Sebbene i mesi scorsi siano stati caratterizzati da indiscrezioni spesso contraddittorie, il quadro inizia finalmente a farsi più nitido, suggerendo una strategia di Apple basata sulla continuità estetica e sul potenziamento hardware.

Un cambiamento conservativo per il design dell’iPhone 18 Pro e Pro Max
Le speranze di chi attendeva una rivoluzione visiva immediata potrebbero essere parzialmente deluse. Un recente chiarimento su alcuni errori di traduzione ha smentito l’ipotesi che Apple potesse nascondere il Face ID sotto il display già con la prossima generazione. Al contrario, la Dynamic Island rimarrà una presenza costante, sebbene con un restyling funzionale: le indiscrezioni, supportate da leaker come Fixed Focus Digital, suggeriscono una riduzione delle dimensioni per renderla meno invasiva.
In generale, l’estetica degli iPhone 18 Pro non si discosterà molto da quella dei predecessori. Questa scelta è figlia della storia recente di Apple: con la serie 17, l’azienda ha introdotto il “plateau”, l’innovativo elemento fotografico orizzontale che ha rotto con il passato. Considerando che i cicli di design di Cupertino durano solitamente diversi anni, è logico aspettarsi che questa identità visiva venga mantenuta, in attesa del modello del ventennale nel 2027, che promette di essere il vero punto di rottura con schermi curvi e assenza di tasti fisici.
Il dilemma dei materiali e super processore
Uno dei punti critici che Apple dovrà affrontare riguarda i materiali. Il passaggio dal titanio all’alluminio, introdotto per favorire una migliore dissipazione del calore, ha sollevato polemiche sulla resistenza strutturale e sulla tenuta cromatica. Molti utenti hanno segnalato una maggiore vulnerabilità a graffi e scolorimento; resta da vedere se Apple affinerà i processi di anodizzazione o i trattamenti superficiali per coniugare l’efficienza termica con la robustezza che ci si aspetta da un dispositivo “Pro”.
Se l’esterno rimarrà familiare, il vero balzo tecnologico avverrà all’interno. L’iPhone 18 Pro dovrebbe essere il pioniere dei nuovi chip A20 e A20 Pro, i primi SoC realizzati con un processo produttivo a 2 nanometri. Questo salto tecnico non è solo una questione di numeri, ma si traduce in un miglioramento drastico dell’efficienza energetica e delle prestazioni computazionali, pilastri fondamentali per sostenere le sempre più esigenti funzioni di Intelligenza Artificiale. In definitiva, iPhone 18 Pro si preannuncia come un dispositivo di transizione solido, volto a perfezionare un ecosistema già vincente in attesa della rivoluzione del 2027.
Si ritroverà con una struttura interna innovativa e affidabile, senza stravolgere l’estetica. Bisogna vedere se gli utenti lo riterranno così interessante da cambiare il loro iPhone 17. Vedremo.