Apple alla BEA per promuovere iBookstore

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

L’allergia di Apple ai grandi Trade Show è nota ed è il motivo per cui Apple si è progressivamente ritirata da tutti gli eventi di questo tipo, compresi quelli interamente incentrati sui prodotti della Mela, come il Macworld Expo. E’ per questo che sorprende scoprire che dal 24 al 26 maggio prossimi Apple sarà presente con uno stand al J.Javits Center di New York in occasione di BookExpo America, la più importante fiera del libro statunitense. A quanto si legge sul sito della BEA Apple sarà rappresentata da Scott Simpson, responsabile dell’iBookstore. Non è difficile intuire che lo scopo della presenza dell’azienda alla fiera sia quello di promuovere ad un pubblico di addetti la libreria virtuale per iOS.

Lo stand prenotato da Apple non è particolarmente grande, come si può notare dalla planimetria interattiva messa a disposizione dalla BEA. Nate Hoffelder, che ha scoperto e rivelato per primo la presenza di Apple all’evento, ha anche notato che Apple, zitta zitta, c’era anche l’anno scorso. Quasi nessuno se ne era accorto, perché l’azienda aveva solo prenotato una sala riunioni per gli incontri con i rappresentanti degli editori rinunciando all’affitto di uno stand, come invece è avvenuto quest’anno.

E’ curioso notare che anche un’azienda “orgogliosa” come Apple è costretta a piegarsi e a rinunciare ad uno dei propri dettami – non partecipare più ad un trade show a meno che non sia quello in cui sei l’unica azienda partecipante – per promuovere un servizio a cavallo fra il vecchio e il nuovo quale è iBookstore. In altre parole: se a Cupertino tengono gli editori di riviste con una ferma presa sui gioielli di famiglia, forse altrettanto non si può dire per i giganti dell’editoria “letteraria”. In questo caso un ruolo assai importante lo gioca anche la serrata concorrenza con Amazon, nei confronti della quale il terreno da guadagnare è tanto. Anche l’azienda di Bezos sarà presente alla BEA 2001.

Visto che alla BEA ci saranno pure i rappresentanti delle case editrici italiane, ci uniamo all’appello di setteB.IT: cari editori, fatevi due passi fino al terzo piano del Jarvits Center, chiedete di Scott Simpson allo stand MR6053 e fate quanto possibile per stringere accordi con Apple e far aprire finalmente l’iBookstore anche in Italia.