Il Multi-Touch può avere effetti sulla salute degli utenti?

di Andrea "C. Miller" Nepori 19

I dispositivi con interfacce touchscreen Multi-Touch che impongono l’utilizzo di movimenti e gesti specifici possono condurre a patologie dell’apparato muscolo-scheletrico? Se lo chiede una nuova ricerca da poco avviata presso il dipartimento di Informatica Biomedica dell’Università Statale dell’Arizona. Verranno condotte analisi biomeccaniche sull’utilizzo del Multi-Touch che punteranno a capire se alcune delle “gestures” che ormai vanno per la maggiore sui dispositivi touchscreen (non solo quelli Apple) possano comportare, sul lungo periodo, alterazioni o disfunzioni della struttura muscolare o scheletrica dell’utente.

La ricerca, finanziata per 1,2 milioni di dollari dalla National Science Foundation, è importante perché è praticamente la prima del genere. Allo stato attuale il Multi-Touch (e tecnologie concorrenti ma affini) si stanno affermando sul mercato senza che si possa per lo meno intuire quale impatto possano avere sulla salute di chi le utilizza.

A guidare il team di ricercatori dell’Università dell’Arizona c’è il professore associato Kanav Kahol, che in un comunicato stampa dell’ateneo statunitense afferma:

“Quando usiamo il nostro iPhone o il nostro iPad non pensiamo naturalmente che ciò possa portarci a soffrire di disturbi muscolo.scheletrici. Il fatto è che tale evenienza è possibile, e noi non lo sappiamo. Siamo tutti parte di un grande esperimento. I sistemi Multi-Touch potranno pure essere fenomenali dal punto di vista dell’usabilità del dispositivo, ma davvero non sappiamo che cosa combinino al nostro sistema muscolo-scheletrico”.

I risultati della ricerca potrebbero essere potenzialmente rassicuranti o, al contrario allarmanti, non è facile dirlo a priori. Di certo si sa che almeno una delle azioni già codificate nell’ambito del “linguaggio gestuale” del Multi-Touch, una delle più comuni per altro, in ambito medico è già utilizzata per altri scopi diagnostici: la separazione e l’unione del pollice e dell’indice che permette di zoomare avanti e indietro un’immagine o un testo sull’iPhone sono gli stessi movimenti che i dottori fanno effettuare ai pazienti per diagnosticare il morbo di Parkinson. Chi è affetto dalla malattia non riesce ad eseguire tali gesti con facilità o non può compierli del tutto.

La prima fase della ricerca punta a valutare l’impatto dei dispositivi Multi-Touch sulla salute. Gli utenti che faranno da cavia saranno dotati di elettromiografi, strumenti che misurano le forze muscolari, e da guanti elettronici che potranno tenere traccia delle caratteristiche cinematiche dei gesti richiesti dall’interfaccia.

Nella seconda fase il team del prof. Kahol punterà a formalizzare i dati raccolti e a creare modelli biomeccanici che possano essere poi utilizzati da Apple, Microsoft e altri produttori per la progettazione di nuovi dispositivi Multi-Touch “health-friendly”.

“Quando fu sviluppata la tastiera, non pensammo come l’uso del dispositivo avrebbe potuto influire sulle nostre mani o sulle nostre braccia” spiega Kahol. “Questa mancanza ha permesso che fiorisse l’industria multimilionaria delle cure per la sindrome del tunnel carpale. E’ ciò che vorremmo prevenire nel caso dei sistemi multitouch”.

“Cercheremo di prevenire” conclude il professore, “anziché curare”.