Phil Schiller rischia la sincope per beneficenza

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

Cosa fa un massimo dirigente Apple durante le sue vacanze estive presso una delle più famose spiagge californiane (a Mavericks, niente meno)? Ma è ovvio: si fa fotografare mentre rischia la salute rovesciandosi addosso un bidone di acqua gelata. Tranquilli, è sopravvissuto. E lo ha fatto solo per beneficenza.

Si chiama Ice Bucket Challenge ed è un “gioco” lanciato dall’ex giocatore di Baseball Pete Frates nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione sulla sclerosi laterale amiotrofica, nota anche come morbo di Lou Gehrig.
Funziona così: una persona in vista (in questo caso Phil Schiller), si sottopone ad un gavettone di acqua gelata, come quelli che tradizionalmente toccano agli allenatori negli sport americani dopo una vittoria. Si fa fotografare e sfida almeno tre amici “noti” a fare lo stesso.

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Se gli amici noti non accettano di ripetere il gavettone entro 24 ore, sono “costretti” a donare in favore della ALS Association (Amyotrophic Lateral Sclerosis Association). .

Nel suo tweet Phil Schiller ha nominato “Chris, Kim and Tim”, vale a dire Chris O’Donnel e Tim Cook (mentre non è chiaro chi sia la Kim citata nel messaggio). Prima di Schiller già Mark Zuckerberg aveva accettato il “challenge”, chiamando in causa Jeff Bezos e Larry Page. Pure il CEO di Microsoft, Satya Nadella, si è autoinflitto il gavettone di beneficenza (è in questi momenti che si vorrebbe Ballmer ancora CEO), mentre Tim Cook non ha ancora risposto alla provocazione del collega.

Un semplice gioco che tuttavia da quando ha preso piede, a fine luglio, ha contribuito ad aumentare sensibilmente le donazioni in favore dell’associazione, con più di 1,3 milioni di dollari raccolti in poco più di un paio di settimane.

E per tutti quelli che hanno già la frase sulla punta della lingua – “una roba simile non si sarebbe mai vista se ci fosse stato ancora Jobs” – ricordiamo che Phil Schiller è quello che al MacWorld 1999 si lanciò da 6 metri per dimostrare la resistenza dell’iBook Tangerine. Sul palco, a dirgli “salta”, c’era Steve.