Curiosity: su Marte con una CPU PowerPC 750

di Andrea "C. Miller" Nepori 4

Cosa potreste fare oggi con una CPU da 200 MHz, come il G3 che faceva girare i primi iMac, alla fine degli anni ’90? Nulla di rilevante se non un po’ di nostalgico retrocomputing, nell’epoca degli smartphone da un Gigahertz e mezzo di clock.
Beh, non ditelo alla NASA, che questa mattina (le 7:30 ora italiana) ha fatto atterrare su Marte il rover Curiosity, comandato da un sistema basato su una CPU RAD750 della BAE, un processore speciale derivato dal design originale dell’IBM PowerPC 750.

Quella che stiamo facendo, l’avrete capito, è una piccola forzatura. Perché sì, il “procio” di Curiosity non è granché per gli standard terrestri, ma “i requisiti minimi” per un sistema che deve attraversare lo spazio interplanetario e atterrare in un’atmosfera aliena sono ben diversi da quelli di un MacBook Pro.
La resistenza alle radiazioni, ad esempio, che fuori dall’atmosfera terrestre rischierebbero di friggere un processore non correttamente schermato, deve essere drasticamente superiore, così come maggiori devono essere i livelli di tolleranza per tutti gli altri fattori fisici esterni, temperatura in primis.

Scrive ExtremeTech, in un interessante articolo sull’atterraggio marziano di Curiosity:

“Il Computer Element del Rover Curiosity consiste di due sistemi computerizzati identici, di cui uno configurato per entrare in funzione qualora il primo smettesse di operare. Questi nuovi sistemi fanno affidamento su 256K di EEPROM, 256MB di DRAM e 2GB di RAM flash. La CPU è una BAE RAD750 ed è basata sul design originale del POwerPC 750 di IBM.
Il RAD750 può arrivare fino a 400MIPS; il RAD6000 montato su Spirit e Opportunity arrivava al massimo a 35MIPS”.

Adesso il processore di Curiosity dovrà resistere per mesi e anni per permettere l’invio delle immagini e dei dati rilevati sulla superficie del Pianeta Rosso che, si spera, possano rivelarsi utili per futuri progetti di atterraggio umano su Marte. Nel frattempo gli scienziati della NASA, sulla Terra, si affidano a processori un (bel) po’ più potenti, montati su computer dal logo vagamente familiare.

[Grazie a @admford per le info sulla CPU e Andrea BS per l’immagine]