iWork per iCloud e i limiti sulla condivisione

di Andrea "C. Miller" Nepori 1

iWork per iCloud è la risposta di Apple a Google Docs. Una risposta insufficiente, ad oggi, che manca di alcune delle più semplici impostazioni di sharing. Il software è ancora in beta, ma i limiti imposti al servizio per adesso ne rendono praticamente impossibile un uso proficuo per la condivisione di file fra più utenti.

iWork per iCloud è la versione online della suite di applicazioni Apple per la produttività (Pages, Keynote, Numbers). E’ un progetto ambizioso e particolarmente complesso, visto che è di fatto un porting totale per il Web di applicazioni desktop. L’operazione, ancora in corso, con nuove funzionalità che si aggiungono nel tempo, sta funzionando bene e va detto che la qualità delle web-app disponibili su browser è eccellente.

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Nessun problema, quindi, quando si vuole utilizzare la versione online di iWork per creare nuovi documenti o editare quelli già realizzati.
Le vere falle si mostrano invece quando si passa alla condivisione dei file con altri utenti, una funzionalità che per un servizio online come iWork per iCloud è pressoché fondamentale.

Il primo problema si presenta sotto forma di una generale incomunicabilità fra le versioni desktop delle applicazioni e la versione online. Se si condivide un documento con Numbers, Pages o Keynote, l’unica possibilità consiste nell’invio di un link pubblico ad un contatto specifico. Il contatto che lo riceve potrà visualizzarlo e modificarlo, ma solo ed esclusivamente con la versione online delle applicazioni.

Se chi riceve il documento condiviso lo collega al proprio account iCloud, connettendosi al servizio, potrà ritrovare il file condiviso in una “cartella” remota, ma non avrà alcuna possibilità di modificare il file nelle versioni desktop dei programmi. In altre parole anche i documenti condivisi collegati al proprio account iCloud dal “ricevente” non sono visibili fra i file iCloud accessibili da Keynote, Pages o Numers per Mac.

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Questa è l’assurdità più grande. Perché la modifica di un file condiviso dalla versione desktop del programma deve essere limitata alla versione online dell’applicazione?

L’altro grande limite, ascrivibile quasi certamente alla natura beta del servizio, è l’impossibilità di utilizzare iWork per iCloud su iPhone e iPad tramite Safari. Poco male, se solo si potesse visualizzare il file condiviso sulle versioni per iOS di Keynote, Numbers e Pages. Peccato che anche questo non sia possibile, per le stesse ragioni di cui sopra. Il risultato è che ad oggi iWork per iCloud o la condivisione dei file iWork fra più utenti, non sono disponibili su iPhone o iPad.

L’unica soluzione offerta per modificare il file all’interno delle applicazioni per iOS o per OS X consiste nel download di una copia del documento. Una pratica ridondante che complica inutilmente il processo. Niente di più lontano da quell’esperienza “seamless” che Apple indica costantemente come punto di forza del proprio ecosistema.

Anche la logica della condivisione lascia adito a parecchi dubbi, perché avviene in primis tramite link diretto. Per chi ha condiviso non c’è alcuna interfaccia che lasci capire in quanti hanno avuto accesso al file (se non visualizzandolo online a loro volta mentre qualcun altro sta modificandolo). Soprattutto non esiste una vera e propria condivisione privata, che permetta di limitare la condivisione del file con uno o più utenti iCloud specifici. Chiunque abbia il link può accedere e, a seconda delle impostazioni, modificare. Per documenti riservati l’unica possibilità è l’impostazione di una password, un passaggio che complica inutilmente il processo di condivisione.

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Ecco un esempio per capire come si traducono in pratica queste limitazioni.
La mia compagna, qualche giorno fa, ha condiviso con me un file di Numbers con il nostro budget mensile.
Lo ha fatto tramite la condivisione della sua versione per Mac di Numbers. Tramite iMessage mi ha inviato il link al file, che io ho potuto visualizzare solo sul browser del mio MacBook Pro. Una volta connesso con il mio account iCloud, ho salvato il file nella lista dei miei “spreadsheets” cui tuttavia non posso accedere dalla mia versione desktop di Numbers.

Il file ci serve a tenere traccia delle spese comuni e potrebbe esserci utile aggiornarlo in mobilità. Impossibile, perché sui nostri iPhone non lo possiamo visualizzare, se non modificandone una copia.
La soluzione finale, in attesa che Apple si decida a migliorare l’esperienza di condivisione della suite iWork, è stata quella di abbandonare completamente Numbers per questa operazione e passare ad uno spreadsheet di Google Docs, che possiamo condividere completamente e in maniera privata, con la possibilità ulteriore di modificare il file direttamente su iPhone grazie all’applicazione “Fogli” di Google, disponibile gratuitamente su App Store.