Il Jailbreak è legale ma invalida ancora la garanzia

di Andrea "C. Miller" Nepori 4

Ieri il Copyright Office presso la Biblioteca del Congresso U.S.A. ha ufficializzato alcune eccezioni al DMCA (Digital Millenium Copyright Act) a seguito di una lodevole campagna di “pressione” attuata dalla Electronic Frountier Foundation. Fra di esse ve ne sono due che si applicano nello specifico al Jailbreak e che di fatto rendono tale pratica totalmente legale.

I programmi che permettono agli smartphone di eseguire applicativi non previsti dal produttore e i firmware o i software che consentono all’utente di collegarsi ad un network telefonico in maniera legale non rientrano nel novero delle opere dell’ingegno che violano la legge sul copyright.

Nel Mac Web sono volati tappi di champagne e si è gridato alla “sentenza” storica (anche se tecnicamente questa è una cosa un po’ diversa da una sentenza). Ma siamo sicuri che sia davvero cambiato così tanto rispetto a prima?

Quel che cambia è che, in via di concetto, Apple non può perseguire chi opera il Jailbreak e chi offre soluzioni per sbloccare i dispositivi iOS sulla base del DMCA. Piccolo particolare: in tre anni di iPhone, Apple non ha mai denunciato né perseguito nessuno con cause legate al Jailbreak. Il gioco del gatto e del topo è andato avanti a lungo e ancora andrà avanti, ma non è mai partita una singola denuncia, nemmeno verso quegli sciacalli che rubano il lavoro del Dev Team cercando di rivenderlo e incassare qualche soldo.

Ovviamente conta il principio: Apple avrebbe potuto denunciare sperando in una sanzione, ora Steve Jobs non ha più i mezzi legali per farlo se domani si alzasse con la luna storta e la voglia di spezzare le reni a Saurik e compagnia cantanti.

Ma il Jailbreak, come era lecito aspettarsi, continua ad invalidare la garanzia degli iPhone e degli iPod touch su cui viene applicato. Lo ha confermato ufficialmente un portavoce Apple a Cult Of Mac. Ed è fondamentalmente questo ciò che interessa agli utenti, il fattore che da sempre si considera per primo quando si decide se jailbreakare oppure no. Apple è contro il jailbreak perché modifica l’esperienza d’uso dei dispositivi ed espone gli utenti a situazioni potenzialmente a rischio. Negare la copertura in garanzia è lo strumento che Apple può legittimamente usare per convincere gli utenti a non passeggiare nel lato selvaggio.

Soprattutto fuori dagli Stati Uniti, dove il DMCA non si applica, nessuno di coloro che hanno fatto il Jailbreak ha mai temuto davvero di finire in galera, o di dover pagare una multa, per aver sbloccato il proprio iPhone.

Leander Kahney sostiene che questa decisione della Library Of Congress  potrebbe rendere meno “underground” la pratica del Jailbreak, tanto che le aziende cominceranno a guardare a Cydia e co. come ad una possibile alternativa ad App Store. Solo una vana proiezione di desiderio.

Mettetevi nei panni di una software house che deve investire un sostanzioso capitale su una app. Puntereste tutto sull’App Store, oppure destinereste tempo e risorse per il “marketing” su un canale alternativo dove la vostra applicazione può essere “taroccata” con estrema facilità, dove potrebbe non funzionare a dovere per chissà quale impostazione differente (ce ne sono talmente tante che si possono liberamente attivare) col rischio che l’utente incolpi voi per un problema del suo dispositivo?

E’ una domanda retorica, ma è sufficiente per capire che questo punto non è mai stato in discussione. In particolar modo Apple non si è mai preoccupata davvero della concorrenza di Cydia, perché oggettivamente, visti i numeri dell’App Store, può essere ignorata.

In conclusione, per gli utenti è tutto come prima. Se volete fare il jailbreak liberissimi di farlo consci del fatto che state violando la garanzia. Da queste parti il JB non di certo mai avuto lo stigma dell’illegalità (in redazione c’è chi lo pratica e chi no, ma disapproviamo fortemente il cracking delle app) e continueremo a considerarla una valida alternativa per iPhone e iPod più anzianotti da cui è ancora possibile tirare fuori più di quel che Apple concede.

Quanto a me, ora che ho Skype in background, un multitasking che funziona e parecchia altra robetta interessante grazie ad iOS 4, non sento il bisogno di sbloccare il mio melafonino.

Un ultimo aspetto importante. Il pronunciamento del Copyright Office conteneva anche altre exemption; fra di esse una sulla possibilità di utilizzare piccole porzioni di video ottenute da copie legalmente acquistate di un DVD in opere derivative quando esse abbiano finalità educativa o servano per la realizzazione di documentari o di opere non commerciali. Era molto più interessante (e più importante) di quella sul jailbreak, ma non avendo a che fare con Apple è magicamente passata in secondo piano.

Da qui potete scaricare il documento completo (via EFF). Le exemption si trovano a pagina 29.