Aggiornamenti semestrali per iPad e iPhone?

di Andrea "C. Miller" Nepori 10

Nel corso delle ultime settimane si sono intensificati i rumor sul possibile lancio di un nuovo iPhone in primavera e di un (ulteriore) nuovo iPad poco più avanti.
Sono solo speculazioni, spesso provenienti da fonti discutibili, ma potrebbero essere anche il segnale di un cambiamento in atto e di un aumento della frequenza dei cicli di aggiornamento dei due prodotti di punta di Cupertino.
Graham Spencer su MacStories ha delineato alcuni interessanti aspetti della questione che Horace Dediu, sul suo Asymco, aveva già affrontato con la sua autorevolezza da analista Apple prossimo all’infallibilità.

Credits: Yutaka Tsutano on Flickr

La possibilità che Apple presenti ben due iPad e due iPhone all’anno è ancora francamente “frastornante”. Almeno per l’iPad, però, è esattamente ciò cui abbiamo assistito nel corso del 2012. Un iPad a marzo (3a generazione) e poi un nuovo iPad, inaspettato, a ottobre, assieme all’iPad mini.

Ci sono tuttavia diverse considerazioni da fare sulla questione alla luce delle quali l’ipotesi di un nuovo ciclo di aggiornamento semestrale non suona poi così peregrina. Vediamole insieme.

Profitti “spalmati” durante l’anno

Ad oggi un grafico delle revenues Apple suddivise per trimestre suggerisce uno schema facilmente comprensibile: un enorme picco nel Q1 (quello delle festività natalizie) e numeri più contenuti nel corso degli altri tre trimestri, Q3 e Q4 in particolare.
A provocare una simile situazione è ovviamente il boom degli acquisiti in prossimità del Natale, assecondato da Apple con una serie di annunci riservati sempre al periodo di poco precedente a quello festivo.

Una migliore distribuzione delle revenues durante l’anno potrebbe essere possibile grazie al suddetto ciclo di aggiornamento semestrale. Difficile però trovare una vera ragione per cui Apple possa voler puntare ad una simile “riorganizzazione” delle revenue, se non per due motivi: porre un freno al problema dei “rumor” che stallano le vendite nel corso dell’estate e offrire a Wall Street un livello di crescita più stabile e più in linea con le (esagerate) aspettative degli investitori.
Due motivazioni che, tuttavia, possono non sembrare abbastanza forti se prese singolarmente.

Gestire meglio la domanda iniziale

Un ciclo di aggiornamento semestrale dei due prodotti “hot”, che da soli generano ormai la maggior parte dei profitti dell’azienda, potrebbe essere finalizzato anche a “calmierare” la domanda iniziale dei prodotti, al fine di gestire meglio i canali di produzione e distribuzione globale.

Apple sta migliorando la propria capacità di produzione iniziale ad ogni nuovo lancio, ma nessuno può davvero sapere se quei 5 milioni di iPhone 5 venduti a settembre non sarebbero potuti essere 7 o 8 se solo Foxconn fosse riuscita a produrne subito così tanti.

Gestire due lanci separati a distanza di circa sei mesi l’uno dall’altro potrebbe essere più semplice e “lineare”, anche per chi produce fisicamente i dispositivi, con un risultato positivo in termini di disponibilità del dispositivo e capacità di soddisfare la domanda iniziale.
La necessità di produrre anticipatamente un numero così grande di dispositivi potrebbe anche contribuire a limitare l’annoso problema delle fughe di notizie che mina la segretezza dei lanci di nuovi prodotti Apple ormai da un paio d’anni a questa parte.

Riempire il calendario

Due lanci all’anno sarebbero utili anche per distribuire meglio gli eventi di lancio di nuovi prodotti nel corso dell’anno.
Non più eventi isolati separati da una pausa troppo lunga, ma un calendario fitto di novità che contribuisca a tenere sempre puntati i riflettori su Apple e i suoi prodotti.
Un metodo, insomma, per rimanere il più possibile sulla cresta dell’onda mediatica che accompagna ogni nuovo lancio.

Un simile aumento della frequenza degli eventi importanti rischia sicuramente di diluire l’attenzione da parte dei media. Ma è un rischio remoto che potrebbe valere la pena correre, visto il peso del gigante Apple nell’ecosistema delle notizie tecnologiche.

Piano di crescita adeguato alla grandezza

L’aspetto della crescita che Apple deve “garantire” per soddisfare gli investitori merita di essere trattato a parte. E’ utile tuttavia citarlo, en passant, perché una strategia di aggiornamenti semestrali potrebbe avere a che fare anche con la necessità di accelerare il raggiungimento di un’utenza più ampia.

Quello del market share, lo sappiamo bene, non è un problema che Apple si pone visto che con il 20% del mercato smartphone, l’azienda si porta in cassa circa il 70% dei profitti del settore.
Tuttavia un aumento più rapido della base di utenti (possibilmente fidelizzati al prodotto e all’ecosistema) è indubbiamente un obiettivo che Apple si pone.

Le strategie finalizzate alla crescita passano principalmente per altre vie (in primis la conquista dei mercati emergenti come quello cinese e quello russo) ma anche in questo senso un doppio aggiornamento annuale potrebbe essere funzionale ad un piano più ampio.

Aspetti problematici

Le considerazioni presentate finora suggeriscono, dunque, la fattibilità di un cambiamento netto di strategia nel rinnovamento di iPhone e iPad. Vi sono tuttavia altri aspetti più problematici che non sono marginali e vanno messi nell’equazione.

In primo luogo, come suggerito da Horace Dediu nella sua analisi, Apple è un’azienda le cui divisioni lavorano in perfetta sincronia. Il lancio di un nuovo prodotto non è frutto dello sforzo isolato di un team (come spesso accade in altre grandi multinazionali) quanto piuttosto un concerto di competenze che va dal marketing all’hardware, dalla pianificazione delle operazioni allo sviluppo del software.

Duplicare il numero di lanci, dunque, significa duplicare l’impegno di un’unica grande macchina che si muove all’unisono. E’ una complicazione non da poco ed anche se una simile impresa è perfettamente nelle corde di un’azienda che insegue costantemente l’eccellenza, non è facile capire, dal di fuori, se Apple potrebbe davvero reggere tale impegno senza dover rinunciare al “focus” e all’attenzione ad ogni singolo dettaglio tipici dell’azienda.

La reazione dei media e dei consumatori

Un’altra grande incognita è la possibile reazione dei media e dei consumatori ad una serie di aggiornamenti ravvicinati dello stesso prodotto.
Ad ogni lancio dell’iPhone o dell’iPad, si sprecano i commentatori che, senza nemmeno aver provato il dispositivo, ne decretano immediatamente la natura di “doppione” del predecessore o di semplice “aggiornamento evolutivo”.
Se una simile reazione accompagna un lancio annuale, che tipo di risposta bisogna attendersi dall’aggiornamento del prodotto a soli 6 mesi di distanza dall’upgrade precedente?

La verità è che questo tipo di considerazioni lasciano spesso il tempo che trovano e si esauriscono prima di arrivare alle orecchie del consumatore medio che, per questa fascia di prodotti (facciamocene una ragione) non legge le pubblicazioni tecnologiche, non è un appassionato di gadget e novità elettroniche.

Il problema, dunque, potrebbe essere relativo, ma non tenerne conto nel complesso del problema sarebbe comunque una sottovalutazione pericolosa.

E gli altri prodotti?

C’è infine un’ultima considerazione da fare. Già allo stato attuale, il lancio di iPad e iPhone succhiano una gran quantità di risorse all’azienda. Il lancio di uno dei due prodotti è un evento importante, che richiede preparazione e, come dicevamo, ferrea coordinazione fra più divisione in contemporanea.

Quali potrebbero essere dunque le conseguenze di un ciclo di aggiornamento semestrale dei prodotti sul resto del line-up Apple?
Sull’offerta Mac, in primis, ma anche e soprattutto su nuovi prodotti che verranno (come il tanto vociferato televisore Apple, tanto per dirne uno)?

Il recente “doppio” update dell’iPad è stato un’interessante banco di prova in questo senso. A quanto pare Apple è riuscita a piazzare tutti gli aggiornamenti del proprio line-up in tempo per le feste. Tuttavia i ritardi sulla produzione (e sulla consegna) dei nuovi iMac, si sarebbero potuti evitare se non vi fosse stato qualcosa d’altro di più importante (iPad mini) cui destinare risorse?

La questione, a dirla tutta, potrebbe essere lievemente mal posta. La vera domanda potrebbe essere: quanto conta ancora davvero la divisione Mac per Apple?
Basta un rapido sguardo ai grafici di vendita di iPad e iPhone per capire che la domanda in fondo è retorica.

Il passaggio ad un doppio aggiornamento annuale per iPad e iPhone potrebbe essere anche un segno dei tempi, quindi. In passato non ci saremmo stupiti dello speed bump di un MacBook Pro a 6 o 7 mesi dal precedente upgrade. Dal prossimo anno, forse, non ci stupiremo più di un analoga strategia di aggiornamento applicata ad iPhone e iPad.