I Mac dominano il mercato dei computer sopra i 1000$

di Andrea "C. Miller" Nepori 5


Apple è regina del mercato dei computer di fascia “premium”. Secondo recenti dati diffusi da NPD, nel mese di giugno il Revenue share di Apple sui computer da più di 1000$ è stato del 91%. Significa, come spiega Joe Wilcox di Betanews, che per ogni 10$ spesi in un computer che costa più di un migliaio di dollari Apple ne incassa 9 e spiccioli.
Si tratta di numeri che non passano inosservati e che daranno qualche grattacapo ai tipi di Redmond, che negli ultimi mesi con la campagna pubblicitaria Laptop Hunters hanno cercato di veicolare un concetto commerciale fallato e di cui questi numeri dimostrano la palese inefficacia.

Tutti i produttori di PC hanno nel proprio parco macchine computer “premium” che costano più di 1000$. Nella maggior parte dei casi si tratta di portatili. Il problema è che quei produttori vendono allo stesso tempo vagonate di netbook il cui costo risibile garantisce margini irrisori e, in aggiunta, contribuiscono solo ad abbassare il prezzo medio di vendita (il cosiddetto A.S.P. – Average Selling Price) nel conto totale dei PC venduti.

Per capire quanto conti l’influenza dei netbook basti notare che l’ASP di tutti i computer venduti nel mese di giugno, Mac compresi, è stato di 701$. Ma se si scorpora dal conteggio il parco computer della Mela viene fuori che l’ASP dei computer Apple è stato di 1400$, quello dei PC Windows di 515$.

I numeri snocciolati durante la Conference Call di martedì scorso da Cook e Oppenheimer dimostrano che la strategia di puntare alla qualità anziché alla quantità, paga eccome. Apple continua a mettere in cassa profitti per miliardi di dollari ed ha al momento una liquidità di più di 30 miliardi.

Gli spot della serie Laptop Hunters, enfatico fiore all’occhiello mediatico per Microsoft, hanno fallito nel loro intento, riuscendo solo a rendere palese quanto la filosofia dell’offerta speciale da non perdere come nelle concessionarie di auto usate del Midwest, tipica di un salesman come Ballmer, sia ormai di casa su a Redmond, stato di Washington.

E i risultati di tale filosofia, che almeno in linea teorica dovrebbe essere più adatta ad un periodo di recessione, non sono affatto positivi. Microsoft sta passando un anno nero. E’ notizia di ieri sera: l’azienda nello scorso trimestre ha visto calare le vendite del 17% anno su anno e il 29% dei profitti rispetto allo stesso periodo del 2008.