Apple e Google si contendono i brevetti di Nortel

di Andrea "C. Miller" Nepori 2

Il fallimento della telco canadese Nortel e la conseguente vendita dei più di 4000 brevetti nel settore delle telecomunicazioni registrati in passato dall’azienda è un’occasione ghiotta che Google, Apple e altri nomi importanti del settore dell’IT stanno cercando di non farsi sfuggire.

In particolare, secondo quanto rivela Reuters, sia Cupertino che Mountain View avrebbero già partecipato, assieme ad altre aziende, ad una prima tornata di offerte per alcuni dei patents più importanti. Brevetti che ad Apple e Google, concorrenti giovani in un settore particolarmente litigioso come quello delle telecomunicazioni, tornerebbero assai utili per difendersi dai futuri attacchi legali dei giganti del settore.

Secondo gli esperti l’intero asset della proprietà intellettuale di Nortel vale più di un miliardo di dollari. Una fonte anonima ha rivelato all’agenzia di stampa che per prevenire l’acquisto dell’intero “lotto” di brevetti da parte di un’unica azienda e, si può supporre, per massimizzare la resa economica della vendita, sono stati creati 6 pacchetti suddivisi per area tecnologica di applicazione. Fra più o meno due settimane verranno accolte e valutate le offerte finali.

I brevetti di Nortel toccano aspetti di fondamentale importanza per tutte le aziende che si contendono il predominio sul mercato mobile: dalle infrastrutture ai terminali wireless, dal networking ottico alla pubblicità su Internet.
Tuttavia quelli che destano il maggiore interesse da parte di Apple e Google (ma anche RIM, Motorola, Nokia) riguardano le tecnologie del futuro come le reti cellulari 3G e 4G, in primis LTE – Long Term Evolution, la tecnologia delle reti di quarta generazione di Verizon negli Stati Uniti.

Entrare in possesso anche solo di questa parte del parco brevetti di Nortel significherebbe corazzarsi legalmente contro le possibili e plausibili accuse di violazione della proprietà di intellettuale che cominceranno a fioccare nel corso dei prossimi anni quando le reti LTE saranno divenute lo standard e i dispositivi di quarta generazione avranno ormai invaso il mercato.

E’ in ogni caso un futuro niente affatto lontano: negli U.S.A. Sprint usa già reti di 4G, ma non con tecnologia LTE, supportate da diversi terminali Android, mentre Verizon ha “acceso” la sua rete LTE in 34 aree metropolitane lo scorso 5 dicembre avviando la vendita di modem wireless dedicati. Se le recenti indiscrezioni contengono un fondo di verità, il tanto vociferato iPhone 4 Verizon potrebbe poi essere il primo terminale in vendita per conto dell’operatore in grado di connettersi sia alla rete CDMA (lo standard attualmente usato da Verizon) sia alla rete LTE.