E’ fatta: Dopo 25 anni Apple supera di nuovo IBM

di Paolo Petrone 4

La rincorsa è durata 25 anni, ma alla fine Apple non ci ha messo poi molto. In paio di settimane fa gli analisti avevano previsto che Apple avrebbe superato IBM nella capitalizzazione di mercato. Georges Yared, analista dell’omonima Yared Investment Research aveva previsto il passaggio “before the first quarter of 2008…” E non abbiamo dovuto aspettare neanche così a lungo. Sull’onda dei guadagni record di Lunedì mattina il prezzo delle azioni Apple è schizzato a 186$ portando la capitalizzazione del gruppo a 161 miliardi di dollari, ben al di sopra di quella del colosso IBM (156 miliardi di dollari).

Questo succede per la prima volta nella storia di Apple. Si può dunque ora affermare che la compagnia outsider nell’industria dei computer, quella del “think different” per intenderci, si sia finalmente allineata alle altre compagnie.

Se ricordate questo celebre spot Apple del 1984 (siamo qui apposta per rinfrescarvi la memoria) dalla lotta al “Grande Fratello” si è passati dall’altra parte della barricata. Apple da oggi (veramente già da qualche tempo, ma i simboli hanno il loro peso), è ufficialmente uno dei “Grandi Fratelli” del pianeta.

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Per chi non conosce la storia, diamo qualche indicazioni in più del significato simbolico di questo passaggio. Era il 1981 e Apple dominava il mercato (allora molto marginale, a dire il vero) dei personal computer. Quando IBM decise di investire tutte le sue forze per entrare nella vendita dei computer di massa. Il momento è sintetizzato da questo annuncio di benvenuto di Apple a IBM pubblicato sul Wall Street Journal del tempo (molto ironico, com’è consuetudine dell’azienda di Cupertino).

Proprio da quel momento cominciò il successo di IBM, che in pochissimo tempo schiacciò Apple, riducendo la sua quota di mercato ad una percentuale insignificante. Di fatto, relegandola ad essere un prodotto di nicchia per decenni.

Siamo felici che questa lunga rincorsa sia sia finalmente conclusa. Anche perchè Apple ha cercato, negli anni, di rimanere un’azienta “atipica” favorendo creatività, innovazione, design industriale, come se fosse sempre l’outsider dei primi giorni. Ed è anche per questo che la adoriamo.

Ma il pensiero di averla ufficialmente nel novero dei “Grandi Fratelli” planetari, mi inquieta…