Riguardo il report sulle vendite in calo di Apple Watch

di Andrea "C. Miller" Nepori 8

Dopo la citazione di MarketWatch, un numero crescente di pubblicazioni ha citato un recente report di Slice Analytics secondo cui le vendite di Apple Watch avrebbero subito un drastico calo dopo la prima settimana di disponibilità. La tipica notizia che piace a chi cerca clic facili e ha poca voglia di verificare l'attendibilità di una simile informazione.

vendite apple watch

Mettiamo subito in chiaro: questa non è una difesa a spada tratta di Apple Watch. Io stesso guardo ancora con un certo scetticismo al più recente prodotto Apple, perché penso che abbia ancora molto da dimostrare in termini di utilità, funzionalità ed effettiva presa sul mercato e sul pubblico.
Ciò non toglie che report come quello diffuso ieri da Slice Analytics, secondo cui le vendite di Apple Watch sarebbero in caduta libera dopo la prima settimana di lancio, siano solo materiale da clickbait. Non aggiungono niente alla discussione e servono unicamente a fare pubblicità (buona o cattiva che sia, basta che se ne parli) a chi li produce e li diffonde. 

Ma che cosa dice in sostanza il report di Slice Analytics? Secondo gli analisti dell’agenzia di indagini di mercato le vendite di Apple Watch avrebbero subito un sensibile arresto dopo il successo delle prime settimane. Si sarebbe passati dai 200.000 Watch venduti quotidianamente nella prima settimana di disponibilità ai 10-20 mila al giorno delle ultime due settimane. Una differenza sensibile che indica una diminuzione della domanda per il prodotto non prevista dall’azienda di Cupertino.

Già volendo prendere per buono il report di Slice Analytics ce n’è abbastanza per rovesciare completamente l’interpretazione che dei dati hanno fornito MarketWatch e altre pubblicazioni analoghe. Sommando le vendite iniziali a quelle generate dal trend attuale Apple potrebbe riuscire a vendere dai 7 ai 9 milioni di Apple Watch nel corso dell’anno solare, senza considerare l’aumento inevitabile delle vendite nel periodo pre-natalizio. Non male per un dispositivo che, a detta dei detrattori più feroci, sarebbe completamente inutile. Cifre che si mangiano in un sol boccone l’intero settore dei Wearables di ogni foggia e declinazione.

Il report di Slice Analytics, però, è tutt’altro che buono e i dubbi sull’attendibilità dei dati sono tanti e giustificabili. Sapete come fa Slice Analytics ad ottenere i dati per questi report? Analizza ed identifica le ricevute inviate per email ai clienti dagli Store Online, compreso l’Apple Store. Significa che il campione di Slice Analytics è composto da persone che volontariamente offrono ad un’azienda terza accesso alla propria casella email, in cambio non si capisce bene di cosa. Non esattamente un gruppo rappresentativo degli early adopters dei prodotti di un’azienda che ha fatto della privacy online la propria bandiera, tanto da considerarla – cosa più unica che rara – un vero selling point e un vantaggio rispetto alla concorrenza.

Non solo: tutti gli utenti del campione della ricerca sono residenti negli Stati Uniti. Considerato che il lancio dell’Apple Watch è avvenuto a livello globale in nove paesi, considerato il ruolo recente della Cina nelle vendite Apple, considerato che più di metà del fatturato Apple è attribuibile alle vendite di prodotti su mercati esteri… come è possibile pensare che vi sia anche solo un barlume di attendibilità in questi numeri?

La risposta è una sola e si chiama clickbait: parlare male di Apple e nel nuovo Apple Watch, che in tanti si dilettano ad odiare (come spesso accade per i nuovi prodotti della Mela) è uno sport molto diffuso, che offre lauti ritorni in termini di visibilità e pageviews. Poco male se l’integrità giornalistica viene messa da parte o se, con un minimo di ricerca e approfondimento in più, si possa perlomeno prendere cum grano salis i report come quello diffuso ieri da Slice Analytics.