Il ruolo del Watch negli spot è ovviamente preponderante ed è interessante notare che, nonostante l’iPhone sia un componente ineludibile dell’esperienza d’uso del Watch, in questi spot non se ne veda neppure l’ombra. Comprensibile, ma forse un po’ ingannevole?
Apple ha scelto di dedicare il primo spot, “Rise”, al risveglio e alla prima parte della giornata. PiĂą in generale lo spot si concentra sulle azioni che hanno a che fare con il tempo (impostazione della sveglia) e l’organizzazione della giornata (reminder e informazioni sulla mobilitĂ ).
Il secondo spot, “Up”, punta invece tutto sulle funzionalitĂ del Watch relative al Fitness. Nello spot le persone lo usano per le proprie attivitĂ sportive, sia per quelle piĂą intense che per quelle casuali. Interessante lo spazio dedicato ad una funzionalitĂ che, a intervalli regolari, ricorda all’utente di alzarsi in piedi da una posizione seduta, una piccola accortezza che può molto per limitare i danni della sedentarietĂ da ufficio.
Il terzo spot, ‘Us’, è infine il piĂą intimo di tutti e si concentra sulle funzionalitĂ del Watch relative alla comunicazione. L’ad mostra ancora una volta varie situazioni d’uso del Watch, ma a differenza degli altri si concentra in molte occasioni sull’interazione diretta delle persone, quasi a mostrare che grazie al Watch si può sfuggire a quella “dittatura del touchscreen” che gli iPhone di Apple, ironicamente, hanno ampiamente contribuito ad instaurare.
Le coppie dello spot, poi, non sono sempre felici e il Watch viene usato anche per comunicazioni non piacevoli. Una scelta interessante e sincera, che stupisce in uno spot di questa portata. In ogni caso l’ad non manca di mettere in evidenza funzioni quali l’invio di doodle o del battito cardiaco, ampiamente pubblicizzate da Apple fin dalla prima presentazione del dispositivo.