App Store, Podcaster e MailWrangler: il problema rifiuti

di Andrea "C. Miller" Nepori 6

La politica applicata da Apple nella selezione e nell’approvazione delle applicazioni per iPhone e iPod touch che possono entrare a far parte del catalogo di App Store sta facendo parecchio discutere e sta attirando numerose critiche. La pietra dello scandalo è ancora una volta Podcaster, un’app per il download di podcast che Apple ha rifiutato perché, a suo dire, replicherebbe le funzioni di iTunes. Adesso Apple ha preteso di chiudere anche l’unico canale distributivo rimasto disponibile agli sviluppatori, ovvero quello della distribuzione con licenza ad hoc, impedendo di fatto ad Almerica, la software house dietro a Podcaster, di diffondere in qualsiasi modo la propria applicazione. Stesso trattamento è toccato ad uno sviluppatore italiano e alla sua applicazione MailWrangler.

La distribuzione Ad Hoc non è tuttavia considerata come un normale canale distributivo. Dietro pagamento di una licenza di 10$ lo sviluppatore può usare questo metodo per fornire agli utenti un’applicazione ma solo se finalizzata al testing oppure in ambito educational. Se la decisione di Apple di escludere fin da principio Podcaster dall’App Store può e deve far discuter questo sviluppo successivo è poco più di uno zelante “atto dovuto”. Il problema però è che in questo modo Apple conferma la scelta di rendere App Store un luogo chiuso in cui le regole di Apple sono legge non solamente quando si tratta di escludere un’applicazione poco adatta (come Pull My Finger, il generatore di peti, per intenderci) ma anche quando l’applicazione viene esclusa per evitare la concorrenza con un applicativo di Apple.

Stessa sorte è toccata anche ad un altro sviluppatore, l’italiano Angelo DiNardi. Angelo ha sviluppato MailWrangler, un programmino che permette di accedere ad account multipli di Gmail contemporaneamente e implementa alcune funzionalità tipiche di Gmail che mancano invece a Mail per iPhone. Apple non ha accettato il programma perché:

…L’applicazione duplica la funzionalità  di Mail senza fornire una differenziazione sufficiente o funzionalità aggiuntive, il che potrebbe condurre alla confusione dell’utente.

MailWrangler potrebbe essere stata rifiutata anche per alcuni piccoli problemi tecnici che lo sviluppatore contava di risolvere nelle successive release. Ma il buon Angelo potrebbe aver infranto un’ulteriore direttiva di Apple relativa alla diffusione delle informazioni contenute nella mail di rifiuto dell’applicazione. Anche tale missiva è stata infatti sottoposta al NDA. Non si sa se la riservatezza di questo tipo di email era già prevista in passato, fatto sta che dalle ultime mail agli sviluppatori Apple ha cominciato a mettere in risalto tale vincolo scrivendo ad inizio messaggio la frase “THE INFORMATION CONTAINED IN THIS MESSAGE IS UNDER NON-DISCLOSURE”. Siete stati rifiutati, e ora statevene pure zitti. Siamo sicuri che questi sviluppi non piaceranno a molti, soprattutto adesso che Android promette un mercato concorrenziale totalmente privo di vincoli e processi di approvazione.