Saruman e Fintaren, gli strani farmaci con cui si curano gli utenti Android

di Redazione 21

E’ risaputo, Apple gode di ampio seguito fra i medici, molti dei quali sono legati all’azienda di Cupertino da parecchio tempo. Uno dei motivi è che in passato (e ancora oggi) alcuni importanti applicativi professionali giravano (e girano) solamente sull’OS della Mela.
Conosco personalmente un buon numero di dottori che dal Mac sono saltati di iPhone in iPhone e di iPad in iPad, prove viventi dell’effetto alone in senso opposto. Molti di loro (diciamo pure tutti) sono degli Apple-maniaci niente male, dite pure fanboy se vi fa piacere, “they’ve been called worse things“. Difendono il loro Mac a spada tratta, decantano la superiorità dei loro smartphone con i colleghi androidiani non appena se ne presenta l’occasione.
Uno di questi, che per comodità chiamerò genericamente iMedico, è particolarmente legato ad iFarmaci, l’app che come sapete gode di ampio successo fra ipocondriaci, infermieri volenterosi di contraddire estemporaneamente i medici in corsia con dati inconfutabili e rappresentanti farmaceutici con problemi di memoria a breve termine.
Pochi giorni fa l’iMedico mi ha raccontato una storia curiosa che riguarda proprio iFarmaci e un’analoga applicazione per Android, chiamata Farmacoid, curiosamente simile al corrispettivo per iOS.


Un paio di settimane fa l’iMedico incontra un collega che conosce da tempo. Parlano del più e del meno, a casa tutto bene, ho cambiato la macchina, come sta tua moglie, ah avete divorziato?, cose così. La chiacchierata vira poi sulla tecnologia dopo che il secondo medico, che chiameremo l’Androidoc, tira fuori il suo Nexus One per rispondere ad un SMS.

Qualche scambio di reciproche impressioni è sufficiente per convincere l’iMedico che è giunto il momento: deve dimostrare la superiorità del suo iPhone 4S. Lo sfodera e lancia la prima app medica che gli viene in mente, ovvero iFarmaci.
L’Androidoc lo ascolta esporre con perizia le caratterstiche della fantastica applicazione e poi con estremo candore, infligge la pugnalata:

<< Ce l’ho anche sul mio telefono quell’applicazione lì. Guarda, si chiama Farmacoid. >>

Conoscendo la sua natura di fanciullesco fanboy, immagino la sensazione che può aver provato l’iMedico in quel momento. Senso di smarrimento frammisto a rancore irrazionale con istinti omicidi. Ma la sensazione dura poco, e subito subentra un meccanismo di difesa.

<< Ma dai, non può essere, sarà un’app simile, ma scommetto che non ha tutti i farmaci che ho io, fammi un po’ vedere…>>

E il controllo manuale in modalità San Tommaso non lascia adito a dubbi: quella Farmacoid è proprio l’equivalente di iFarmaci. E’ molto simile di iFarmaci. Anzi, diamine, sembra la copia spiccicata dei contenuti di iFarmaci. Stesse descrizioni, stessa organizzazione dei medicinali, stesse tassonomie, stessa funzione per il controllo del codice a barre.

I due colleghi continuano a confrontare le rispettive applicazioni, finché l’Androidoc non svela un particolare che si rivelerà essere una differenza determinante fra le due applicazioni. Di recente nell’app sono comparsi medicinali dai nomi piuttosto strani, dice, che non corrispondono a nulla in commercio.
Medicinali come il Fintaren, ad esempio, oppure come il Saruman, che a giudicare dal nome potrebbe essere disponibile soltanto nelle migliori farmacie comunali del territorio di Arda. Nulla di sorprendente, in fondo anche in questa nostra versione del mondo certi medicinali sono disponibili solamente in un piccolo Staterello indipendente governato secondo dogmi millenari e ospitato da quel che resta di un territorio la cui attribuzione di proprietà è frutto di una donazione tanto antica quanto falsa. Ma di certo fra quei medicinali non ci sono né il Fintaren, né il Saruman, né tantomeno il Copiator, l’Imitator e il Ladran, i cui nomi non diranno nulla al farmacista medio ma di certo esalano un lieve sentore di bruciato.

Che gli sviluppatori di Farmacoid si siano voluti divertire inserendo farmaci inventati? Strano, anche se per il resto, pensa l’iMedico, l’app è proprio in tutto e per tutto simile ad iFarmaci. Prima che la chiacchierata si concluda l’iMedico chiede al collega di inviargli per mail qualche screenshot. Li vuole condividere con il sottoscritto per farsi quattro risate sugli strani farmaci con cui si curano gli utenti Android.

L’iMedico mi ha contattato all’inizio della scorsa settimana, ma a causa di vari impegni non ho potuto dedicare alla sua email più di una rapida lettura. Sabato scorso però ho avuto modo di approfondire la questione. Per prima cosa ho cercato Farmacoid su Android Market e ho scoperto che dell’applicazione non v’è più traccia. Il passo successivo è stato quello di contattare direttamente S’moove Software, la software house che sviluppa iFarmaci, e sentire se loro sapevano qualcosa di questa applicazione concorrente.
I dev mi hanno risposto ieri mattina, confermandomi che conoscono Farmacoid, fin troppo bene:

“Teniamo sempre d’occhio tutto il mercato, anche quello Android, e possiamo dire che ci aveva fatto piacere l’uscita di una nuova app nel nostro stesso settore, anche se in un mondo diverso da quello Apple. E a dirla tutta non ci dispiaceva che ci avessero evidentemente imitato, visto che ‘imitation is the best form of flattery’. In fondo dopo il riconoscimento ufficiale di Apple (iFarmaci è fra le best app 2011) c’era anche il riconoscimento della concorrenza su Android.
Poi però, quando abbiamo avuto modo di vedere l’app più da vicino, ci siamo insospettiti per le eccessive somiglianze. abbiamo verificato che avevano copiato il nostro database tale e quale, tabelle, viste e contenuti. A questo punto, per rendere ancora più palese la violazione abbiamo inserito sui dati il messaggio di copyright e abbiamo “arricchito” il database di moltissimi farmaci inventati (ed ecco il Saruman, il Fintaren, ma anche il Fasullix, il Furfantil ed altri ancora), ovviamente escludendoli da iFarmaci. Manco a farlo apposta dopo pochi giorni dal nostro aggiornamento su App Store, ecco che sono apparsi in Farmacoid!
Abbiamo scritto a Google chiedendo spiegazioni e Google ha riconosciuto la violazione secondo la Digital Millennium Copyright Act (DMCA) e rimosso l’app dal market. L’unico rammarico che abbiamo è quello di non aver avuto il tempo di inserire anche l’Afasol fra i medicinali inventati.”

Un caso abbastanza lampante di violazione del copyright, insomma, cui Google ha saputo rispondere con rapidità. Voi che idea vi siete fatti? Conoscete altre applicazioni Android “stranamente” simili ad analoghe applicazioni iOS?