iPacchi: iBlacklist su App Store? No, è una truffa

di Lucio Botteri 7

Benvenuti ad una nuova puntata della nostra rubrica più triste: iPacchi, le app da non comprare nemmeno per sbaglio.

Se da una parte continuiamo a chiederci quale esotica epidemia si sia diffusa all’interno dello staff di approvazione delle app, dall’altra per fortuna, in caso di palesi errori del suddetto staff, ci vengono in aiuto le recensioni degli utenti: nel caso di iBlacklist 31 valutazioni con una sola stella frenerebbero chiunque dal premere sul tasto ACQUISTA APP. Trentuno salvi tutti, si spera, ma onde evitare che ulteriori soldi finiscano nelle mani di questi criminali è bene far girare un po’ la voce.

Se avete mai effettuato il jailbreak sul vostro device probabilmente il nome iBlacklist non vi risulta nuovo. Si tratta infatti di una delle app più amate di Cydia, nonché fondamentale motivo di jailbreak per molti utenti. L’app (quella originale e funzionante, di BigBoss) può essere scaricata dal sito di Saurik a questo link, serve per bloccare le chiamate non volute creando una lista nera o una lista bianca, in modo da risultare raggiungibile solo per una selezionata cerchia di persone, e funziona anche con gli SMS.

Inutile dire che non la troverete su App Store. L’app pacco è questa:

iBlacklist – Block U …
Peso: 3 MB
Prezzo: 1.59 Euro
Download da App Store

 

Visto il successo che l’app ha riscosso su Cydia non mi stupisce troppo che in tanti abbiano premuto su “acquista” in preda ad un attacco di euforia, ma mi ricollego al discorso iniziale sull’esotica epidemia, in quanto:

  1. L’app è molto conosciuta, esiste da diversi anni per iPhone jailbroken e soltanto il nome dovrebbe bastare per non approvarla.
  2. Gli screenshot pubblicati sono falsi, l’app in verità non fa un bel niente.
  3. Centinaia di recensioni negative da ogni parte del mondo vorranno pur dire qualcosa?
  4. Questa nefandezza è presente in App Store non da ieri, ma dal 5 marzo.

C’è qualcosa di ancora più strano in tutto questo: l’app è stata rimossa dallo store americano. Da noi invece hanno ben pensato di lasciarcela ancora un po’.