App Store: Schiller difende il processo di approvazione delle App

di Michele Baratelli 6

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Abbiamo riportato proprio in mattinata la notizia del cambiamento del metodo di approvazione delle applicazioni di App Store: è stato affiancato al giudizio umano un meccanismo che legge il codice e capisce se esso rispetta le regole della iPhone SDK (talvolta con qualche problemino).

Leggiamo ora su iPhoner.it che è lo stesso Phil Schiller, dopo parecchie polemiche alimentate soprattutto dal web, a scendere in campo per difendere il processo di approvazione di App Store. A quanto si legge, è possibile ipotizzare una dirigenza Apple relativamente scocciata dalle polemiche che sono montate attorno alle applicazioni per iPhone e iPod touch “non approvate”.

Il Vice Presidente di Apple indica App Store “l’application store perfetto” dichiarando che: “abbiamo costruito un negozio online in cui si può navigare senza problemi. Voi, la vostra famiglia, i vostri amici, potete tutti scaricare facilmente delle applicazioni che funzionano proprio come vi sareste aspettati, si installano sul telefono, pagando la cifra appropriata. Tutto, semplicemente, funziona”.

Finita la propaganda e arrivando dunque al tema scottante, ovvero quello riguardante il processo di approvazione delle App, viene ribadito ancora una volta che non c’è nessuna “censura oscura” e che il “il 90% delle App rifiutate è da imputarsi a problemi di tipo tecnico: errori o bug di cui gli sviluppatori non si sono accorti. Per il 10%, invece, si tratta di software con contenuto inappropriato oppure illegale; per meno dell’1% il rifiuto si deve al fatto che ci si trova in quell’area fra ciò che è possibile e ciò che non lo è, nella quale bisogna fare delle ricerche prima di poter dare il via libera: un esempio può essere un’applicazione che permette di poter vincere ai casinò con dei trucchi (in questo caso è stata rifiutata)“.

App Store e iPhone sono sistemi chiusi per volere di Apple stessa: un giocattolo perfetto, un sistema che la concorrenza non applica per i propri application store. Un modello che secondo alcuni è destinato a sgretolarsi presto proprio per la maniacalità di Apple nel gestire il negozio online di applicazioni più chiacchierato al mondo.

Voi cosa ne pensate? Più libertà farebbe bene ad App Store oppure è proprio il modello chiuso a garantirne il successo?

Image Credits: TheAppleBlog