Quanti iPhone ha venduto Apple nel Q1 2012

di Redazione 4

Il 2012 finanziario di Apple è iniziato molto bene e giusto ieri il titolo AAPL ha raggiunto un nuovo massimo storico intraday, toccando quota 427$ per poi chiudere in lieve ribasso.  Il balzo avvenuto ieri durante le contrattazioni è dovuto principalmente alla pubblicazione di nuove stime al rialzo da parte di alcuni dei più quotati analisti di Wall Street
Sono allineamenti astrali “naturali” in previsione dell’annuncio dei risultati per il primo trimestre dell’anno fiscale 2012, quello che si è concluso il 31 dicembre scorso. Risultati che saranno dominati, è inevitabile, dai numeri di vendita dell’iPhone nel periodo natalizio. Philip Elmer-DeWitt ha raccolto, come di consueto, le stime di 40 analisti (professionisti e blogger) che per una volta sembrano concordare: quello appena trascorso è stato un trimestre stellare per le vendite dei melafonini.

Come sempre succede in questi casi le previsioni degli “amatori”, o se preferite, dei blogger-analisti, sono più ottimiste di quelle degli analisti professionisti. Abbiamo spiegato tante volte che questo aspetto è legato alla natura degli interessi che le due categorie sono chiamate a curare (i propri, in termini di attendibilità e diffusione del personal-brand, nel caso dei blogger, quelli dei ricchi clienti della propria firm nel caso dei professionisti).

Per quanto riguarda questa specifica previsione, però, il gap è meno ampio di quanto avvenuto in passato. Il consensus fra gli analisti professionisti è di 29,74 milioni di iPhone venduti, che equivale ad un +83% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Il consensus fra i blogger è più alto, come dicevamo, ed è pari a 33,42 milioni di iPhone venduti, in questo caso un +106% rispetto allo stesso periodo nell’anno fiscale 2011.

Il prossimo 24 gennaio, poco dopo la chiusura dei mercati, sapremo con certezza chi si è avvicinato di più alla cifra reale.

Lettura consigliata: Horace Dediu su Asymco spiega con la consueta chiarezza il perché della continua discrepanza fra le previsioni degli analisti “pro” e quelle dei blogger.