Q1 – 2011 Apple: questa sera i risultati finanziari

di Andrea "C. Miller" Nepori 1

E’ prevista per quest’oggi la consueta conference call per l’annuncio dei risultati fiscali trimestrali. Come sempre in questi casi è possibile ascoltare la chiamata in teleconferenza direttamente dal web. Lo streaming è disponibile in questa pagina e inizierà alle 14:00 PST (le 23:00 in Italia).

Ci sono grandi aspettative per i risultati fiscali di questo trimestre perché con ogni probabilità Apple batterà qualsiasi record stabilito in passato, grazie alle ottime vendite dei Mac e soprattutto dei dispositivi iOS che hanno fatto la parte del leone, iPad in testa, sotto gli alberi di Natale di mezzo mondo.

Impossibile però scacciare l’ombra dell’assenza per malattia di Steve Jobs, che ieri il CEO ha ufficializzato con un lettera a tutti i dipendenti Apple. La questione, per quanto avrà senza dubbio un influenza pesante sull’andamento del titolo nella seduta odierna a Wall Street, con ogni probabilità non sarà oggetto di discussione durante la chiamata.

La guidance (la previsione di fatturato) fornita da Peter Oppenheimer durante la conference call per l’annuncio dei risultati dell’ultimo trimestre fiscale del 2010 è di 23 miliardi di dollari.  Una cifra come sempre piuttosto prudente alla luce delle performance di vendita di iPhone 4 e dell’iPad in un periodo dell’anno relativamente calmo come quello coperto dal Q3 (i mesi estivi).

Analisti professionisti e blogger finanziari hanno già fornito in gran parte le loro previsioni. Philip E. DeWitt, su Fortune Tech, si è divertito come al solito a raccogliere e confrontare le loro proposte. Spesso in passato gli “amatori” hanno fornito stime più coraggiose ma allo stesso tempo molto più precise degli affiliati alle grandi società di consulenza finanziaria. Del resto alcuni di loro possono dirsi “amatori” solamente perché non hanno nessun contratto con grosse firm, ma non certo per carenza di preparazione e background finanziario. Blogger come Horace Dediu (Asymco) o Andy Zacky non hanno nulla da invidiare per esperienza e formazione ad analisti del calibro di Gene Munster e Mike Abramsky.

A questo giro, però, la discrepanza fra la media delle previsioni dei pro e dei blogger ha raggiunto un livello mai visto prima: 2,1 miliardi di dollari. Nello specifico: consensus di 26.4 miliardi di dollari di fatturato per gli “amatori”, consensus di 24,31 miliardi di dollari per i professionisti. In altre parole una differenza nell’ordine del 18%.

Come al solito gli analisti non professionisti sono molto più fiduciosi dei loro colleghi sotto contratto. La ragione della prudenza di chi lavora per una firm è facile da spiegare: agli occhi del cliente che investe è meglio sottovalutare che sopravvalutare. Ma un gap così ampio fra le due “scuole” non è giustificabile solo da ragioni di responsabilità professionale.

Le due parole magiche che spiegano questo gap sono soltanto due: gross margin. Gli analisti professionisti sono ossessionati dal margine lordo e dal fatto che Apple, che ha margini drasticamente più alti rispetto alla concorrenza per tutti i propri prodotti, debba affrontate una revisione al ribasso di questi margini per mantenere la competitività nel tempo.

Se Apple passasse da un margine medio X superiore alla concorrenza a un margine medio Y ancora superiore alla concorrenza quello sarebbe ancora un margine… superiore alla concorrenza. Per un analista no: sarebbe principalmente una decrescita del margine. E quindi un valore negativo, anche a fronte di fatturati e incassi netti in crescita costante. Tanto basta per contenere le previsioni e in rari casi a rivedere al ribasso anche i prezzi obiettivo.

Se avrete occasione di ascoltare la conference call di stasera provate a fare caso quanti, fra gli analisti che interverranno, vorranno saperne di più sul margine lordo.