Apple vale come le banche dell’Eurozona

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

Se vi piacciono le similitudini “alla Focus” che comparano grandezze completamente eterogenee fra loro per ottenere una maggiore spettacolarizzazione (tipo “una balenottera azzurra, messa in verticale, è alta come un palazzo di nove piani”) allora di sicuro vi piaceranno i confronti che l’attuale situazione economica internazionale permette di fare fra la capitalizzazione di mercato o la riserva di liquidi di Apple e quelle di altre importanti aziende e istituzioni internazionali.

Dopo “Apple ha più soldi in cassa del governo americano” eccone un’altra: durante le contrattazioni intraday di venerdì la capitalizzazione di mercato Apple ha eguagliato la somma della capitalizzazione delle 32 banche principali dell’eurozona.

Le 32 banche prese in considerazione da Reuters per il confronto sono quelle che costituiscono l’indice DJ Stoxx delle banche europee che venerdì scorso, a seguito dell’ulteriore picchiata dei titoli di Santander, Deutsch Bank, BNP Paribas e Unicredit è arrivato a valere 340 miliardi di dollari.
Guarda caso quella è più o meno la cifra su cui si aggirava, sempre venerdì, il market cap di Apple, che a differenza dei grandi gruppi bancari del vecchio continente (i cui titoli hanno perso complessivamente 3/4 del proprio valore dal 2007 a oggi) ha continuato a garantire una crescita inarrestabile dal 2008 a oggi.

Poiché hanno sempre a che fare con il market cap, ovvero un fattore di “grandezza” puramente finanziario, queste costruzioni giornalistiche non tengono affatto conto delle reali “dimensioni fisiche” delle aziende quotate e vanno sempre prese cum grano salis.

In ogni caso se qualcuno a Cupertino prendesse un po’ troppo sul serio queste similitudini e decidesse di lanciare sul mercato gli iMutui noi vi terremo come sempre informati.

Immagine di apertura: Futurama