AAPL: il 2009 in positivo e l’assenza di Jobs

di Andrea "C. Miller" Nepori 3

Il 2008 è stato un anno nero per il titolo di Apple, che ha visto dimezzare il proprio valore a seguito di molti fattori concomitanti: revisioni al ribasso del rating spesso discutibili da parte di analisti e broker nonostante gli ottimi risultati trimestrali registrati per tutto il corso dell’anno, notizie fasulle sulla salute di Steve Jobs e coccodrilli su cui ha finito per indagare pure la SEC.

E’ decisamente presto perché a Cupertino possano tirare un respiro di sollievo, borsisticamente parlando, ma il 2009 è sicuramente iniziato nel migliore di modi, con AAPL che nella sessione dello scorso 2 aprile ha chiuso a 112,71$, ovvero +31,24% rispetto agli 85,88$ dell’apertura di seduta del 2 gennaio.

In un periodo di crisi dell’economia globale come quello che stiamo vivendo in questi mesi, il risultato di AAPL è notevolmente positivo, soprattutto se confrontato con il trend generale del Nasdaq. Il carniere di titoli tecnologici di maggior valore, vale a dire Apple, Google, Amazon e Rim, mostra una tendenza al rialzo, ma meglio di AAPL è andato solo AMZN, +48,84% da inizio anno. Pare che il Kindle 2 piaccia parecchio agli investitori internazionali.

Quanto può aver influito su questo risultato la prolungata assenza di Steve Jobs da Cupertino? E’ una domanda lecita, perché, come accennavamo poco sopra, le peggiori batoste del 2008 sono state rifilate al titolo AAPL proprio in seguito alla diffusione di falsi report sulla salute dell’iCEO. Non dimentichiamo certo gli incredibili sforzi profusi da Bloomberg e compagnia cantanti nell’interpellare fior di medici che non esitavano a emettere infauste diagnosi senza aver mai visitato il paziente Jobs. E’ da gennaio, da quando Jobs ha reso ufficiale la sua “leave of absence”, che i giornalisti si sono gradualmente disinteressati al caso, salvo sporadiche recrudescenze di giornalismo speculativo, casi isolati e di minore entità.

E’ possibile che l’assenza di El Jobso giochi un duplice ruolo: da una parte ai cani è stato levato l’osso con cui amavano gingillarsi, dall’altra la dimostrazione che Apple può esistere, prosperare e presentare nuovi prodotti, quasi come se nulla fosse, anche se il comandante in capo è via per un po’, non può che aver deposto a favore di un abile squadra di dirigenti cresciuti a pane e aura di Jobs, che oggi rappresenta la vera anima e la forza di questa azienda.