L’esordio sul mercato del MacBook Neo ha generato un bello scompiglio sulla fascia di prezzo più accessibile dei portatili. Apple ha avuto modo di attrarre anche quegli utenti che non hanno modo di spendere cifre più elevate nel settore pc.
Grazie a questo interesse suscitato ecco che, a pochi mesi dal debutto, le ultime indiscrezioni rivelano che nei laboratori di Cupertino sarebbe già in fase di sperimentazione un modello di seconda generazione, destinato a perfezionare la formula del portatile economico di casa Apple.

Apple sta già testando il MacBook Neo 2
Secondo quanto riportato da Mark Gurman, firma di Bloomberg e voce tra le più autorevoli sull’universo della Mela Morsicata, l’azienda sta testando una versione aggiornata equipaggiata con il processore A19 Pro e una dotazione di memoria RAM incrementata. Questa mossa mira a rispondere direttamente alla principale critica rivolta alla versione attuale. Il lancio del nuovo dispositivo potrebbe avvenire nel 2027, garantendo ai futuri acquirenti capacità di multitasking nettamente superiori e una maggiore longevità operativa nel tempo.
Il MacBook Neo oggi in commercio adotta un chip A18 Pro depotenziato affiancato da 8 GB di memoria RAM unificata. Sebbene questa configurazione si riveli adeguata per le attività quotidiane, come la navigazione online, la riproduzione di contenuti in streaming e le operazioni di produttività di base, essa mostra evidenti limiti prestazionali quando si lavora con molteplici applicazioni aperte simultaneamente o con un numero elevato di schede nel browser.
Aumento di RAM per il MacBook Neo 2
Per il MacBook Neo 2 Apple starebbe testando, a detta di Gurman, un quantitativo maggiore di memoria RAM, pur non specificandone ancora l’esatto numero e né tantomeno quale possa essere il prezzo di lancio. Stando a precedenti analisi di settore è possibile che questo nuovo portatile si ritrovi ad integrare 12 GB di memoria. Tale soglia si rivelerebbe strategica: rappresenta infatti il requisito hardware minimo per supportare ed eseguire direttamente in locale le funzionalità più avanzate dell’ecosistema Apple Intelligence. L’incognita sul prezzo finale resta tuttavia aperta, specialmente considerando le attuali fluttuazioni e le tensioni che caratterizzano il mercato globale delle componenti di memoria.
Dal punto di vista dell’elaborazione, l’adozione del SoC A19 Pro, già apprezzato a bordo di iPhone 17 Pro e Pro Max, consentirà di fare un salto qualitativo importante. I miglioramenti coinvolgeranno tanto l’efficienza della CPU e le prestazioni della scheda grafica, quanto la potenza computazionale del Neural Engine per i carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. A completare il quadro delle novità dovrebbero esserci infine inedite varianti cromatiche, pensate per rinfrescare l’estetica del dispositivo e renderlo ancora più attraente per il pubblico giovanile e universitario.