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Smartphone e iPhone, le autonomie in caduta libera nel 2018: ecco la situazione

Sappiamo molto bene come l’evoluzione tecnologica non sembra avere una fine, visti i grandissimi miglioramenti in ogni ambito che sono stati portati a termine nel corso degli ultimi anni. Chi l’avrebbe mai detto qualche anno fa che oggi avremmo potuto comprare uno smartphone caratterizzato da un display in grado di piegarsi. Nessuno, vero? Eppure, c’è un problema che si trascina fin dall’inizio dell’era degli smartphone, ovvero quello dell’autonomia.

Stando ad una ricerca che è stata portata a termine da parte del Washington Post, sembra che le autonomie dei device mobili sarebbero addirittura crollate in confronto al 2017. Questo aspetto, infatti, non sembra più in cima all’elenco di priorità delle aziende produttrici. Questa situazione si spiega molto meglio sottolineando come, se da un lato abbiamo tra le mani un dispositivo mobile molto potente e in grado di garantire prestazioni impressionanti, dall’altro manca in effetti una batteria sufficientemente potente per garantire un adeguato supporto.

Provate a pensare a tutti coloro che utilizzano praticamente tutto il giorno gli smartphone, sia per lavoro che per motivi di gioco. Spesso e volentieri, dopo pochissimo tempo la batteria si scarica, se non viene continuamente ricaricata. È una situazione in cui si ritrovano spesso anche tanti utenti che giocano sulle piattaforme dei casino online: è sufficiente un’oretta di divertimento per mettere a soqquadro l’intera batteria dello smartphone.

Cerchiamo di capire meglio, però, quali sono le cause per cui l’autonomia della batteria degli smartphone non migliora di pari passo con le altre specifiche. Le aziende produttrici sono interessate a vendere device con degli schermi sempre più luminosi e di elevate dimensioni. Non solo, dal momento che vengono installati anche processori piuttosto potenti, fino a garantire la bellezza di 10 GB di RAM, oppure dei sensori fotografici pesanti per riuscire a registrare dei filmati in 4K.

La conseguenza principale è che viene incrementato il fabbisogno di energia. Di conseguenza, una batteria che non viene parallelamente migliorata dal punto di vista tecnologico, a partire la garanzia di una ricarica più rapida, ha l’inevitabile tendenza a consumarsi prima del tempo e a peggiorare in modo impressionante anche le tempistiche legate all’autonomia. Il pessimismo intorno a tale situazione deriva dalla presa di coscienza che lo sviluppo delle batterie tradizionali la litio pare proprio che sia ormai arrivato al capolinea. Le aziende provano a metterci una pezza installando delle batterie caratterizzate da un amperaggio più elevato. Il problema, però, che l’autonomia non aumenta di pari passo con il fabbisogno delle altre componenti installate nel device stesso.

Giovanni Tripodi

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