Le novità Apple del 2014: cosa aspettarsi




Che cos’ha in serbo Apple per il 2014? A pochi giorni dalla fine di un 2013 sbilanciato, con una “pausa” operativa durata fino a giugno e un affollamento di nuovi prodotti hardware e software nella seconda metà dell’anno, proviamo a fare il punto sulle novità Apple che ci possiamo aspettare da questo nuovo anno. Per ciascun elemento della lista ho inserito una percentuale che non è tanto un valore matematico determinato con precisione scientifica, quanto il modo più semplice per esprimere (a mio parere) il livello di probabilità di ognuna delle novità elencate. Commenti e opinioni sono benvenute: lasciate il vostro commento.

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iWatch

Probabilità: 75%

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Se ne parla ormai da parecchio tempo e il 2014 potrebbe essere l’anno buono. Sull’iWatch si è detto e letto già tutto e il contrario di tutto, ma non c’è ancora alcuna certezza sulle funzionalità del prodotto, se sarà più orologio o più bracciale “fitness”, o di quali materiali sarà fatto, né, soprattutto, se sarà effettivamente fatto.

E allora perché prevedere una probabilità di lancio così alta nel corso dell’anno appena iniziato? Beh, perché gli indizi non mancano, né tantomeno le indiscrezioni. E da questo punto di vista l’aria che si respira non è tanto diversa da quella che si respirava nei primi mesi del 2010, quando tutti parlavano di tablet e nessuno ancora sapeva davvero nulla dell’iPad.

E poi anche perché al momento il mercato dei dispositivi indossabili è pronto per una “disruption” che lo trasformi da nicchia per geek a trend per le masse. Apple, più di qualsiasi altra azienda, ha le carte in regola per riuscire nell’impresa.
Pebble è un prodotto di successo, ma per pochi. Il Samsung Galaxy Gear vorrebbe essere per molti, ma ha fallito e sta fallendo nell’intento. Apple si sta prendendo tutto il tempo necessario per tirar fuori qualcosa che dovrà essere diverso e migliore di ogni competitor esistente. Vedremo se riuscirà nell’impresa.

Se iWatch dovrà essere, in ogni caso, improbabile che se ne sappia qualcosa prima dell’estate.


iPhone con schermo grande

Probabilità: 75%

Lo so cosa state pensando. Dopo tutti questi anni passati a deridere i megafonini coreani, di colpo si sente il bisogno di un’iPhone con schermo più grande?
Beh, vi sono nel cuore, perché sono il primo a pensare che non ve ne sia affatto il bisogno e che il formato attuale dell’iPhone 5 e 5s sia il sweet spot da cui non avrebbe molto senso allontanarsi. Ma sono (siamo) minoranza, perché il mercato dimostra in maniera abbastanza evidente che gli smartphone con schermo gigante piacciono e funzionano.

Di certo non aveva ragione Gruber quando sosteneva che il vantaggio dello schermo più grande si esaurisce al momento dell’acquisto in virtù dell’equazione “più pixel” = maggior appeal ad un primo impatto. Sciocchezze: chi preferiva un display più grande continua a preferirlo.

E’ ragione sufficiente perché a Cupertino possano ritenere maturo il mercato per un ulteriore allargamento del display del prossimo iPhone. Non a livelli da Phablet, ovvio, ma i 5 pollici non più una dimensione da escludere a priori.
Per essere giustificata (perché sì, a questo punto Apple dovrebbe davvero giustificare una scelta come questa), un iPhone 6 con schermo più grande dovrà essere il primo a sbaragliare totalmente la concorrenza quanto a durata della batteria, vero punto critico degli smartphone di oggi ed elemento fondamentale d’innovazione a breve e medio termine.


iPad pro

Probabilità: 50%

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Nel corso del 2014 l’iPhone potrebbe non essere l’unico dispositivo iOS a seguire la strada del “bigger is better”.
Dopo la distinzione operata da Apple fra il nuovo iPad air e i suoi predecessori (semplicemente iPad), non è troppo audace pensare ad un’ulteriore allargamento della gamma.

Le indiscrezioni sul testing di display per iPad da 12″ hanno cominciato a circolare già da qualche mese e si sono infittite proprio verso la fine dell’anno.
Se l’iPad è il dispositivo che più di ogni altro sta sostituendo i computer in quest’era post-PC ha senso che anche per il tablet di Cupertino inizi una fase di allargamento dell’offerta all’aumentare delle tipologie di utenza potenziale.

Scordatevi che un eventuale iPad pro (speriamo che non lo chiamino così) possa montare OS X però. Non succederà mai, a meno che le prossime versioni del sistema operativo non si iOS-izzino drasticamente. Improbabile che la strada sia questa. Piuttosto è auspicabile (e più probabile) che iOS aggiunga livelli di complessità e funzioni ad una base già ottimizzata per il mobile.

Vi ricordate quando giravano voci di un MacBook Air con iOS, un paio d’anni fa, quando Apple annuncio l’intenzione di “avvicinare” OS X e iOS? Alla luce degli ultimi aggiornamenti software è abbastanza chiaro che OS X e iOS rimarranno due entità distinte anche in futuro, per quanto sempre più profondamente integrate.
Nulla toglie, però, che il gap fra iPad e MacBook Air venga ristretto “dal basso”, ovvero con un tablet che “vuol fare il Mac”, più che da un “Mac che vuol fare il tablet”.




Nuovo OS X 10.10

Probabilità: 100%

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Apple con il lancio di Mountain Lion ha promesso l’avvio di un ciclo di update annuale anche per il sistema operativo dei Mac, analogo a quello di iOS. Non c’è motivo di dubitare, quindi, che in questo 2014 verrà presentato il successore di OS X Mavericks.

Per ora ne sappiamo poco e di indiscrezione non ne girano molte, a confermare che la segretezza sui prodotti software di Cupertino non mostra segni di cedimento. Possiamo dire con certezza che il nome del nuovo sistema operativo prenderà spunto da un luogo Californiano, visto che è questo il nuovo trend ufficializzato da Craig Federighi alla WWDC del giugno scorso (io tipo per OS X Napa Valley, visto che il nome in codice del nuovo OS pare sia Syrah).

Improbabile, per una mera questione di tempi di sviluppo, che vi siano anteprime sul nuovo OS X prima della prossima Worldwide Developer Conference di giugno, mentre è buio totale sulle scelte relative alla numerazione della versione. 10.10, oggettivamente, non suona bene. OS XXX sarebbe sicuramente più accattivante, ma potrebbe avere qualche problema con i filtri puritani di Cameron in Inghilterra.


Televisore Apple

Probabilità: 25%

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C’è rimasto qualcuno, oltre all’analista Gene Munster, che crede ancora nel lancio imminente di un televisore Apple?
Serve, ancora, ricordare quanto siano irrisori i margini del mercato, quanto la saturazione del medesimo mercato abbia raggiunto livelli che non giustificano alcun enorme investimento e quanto non vi siano spazi per una vera “disruption” globale alla luce della frammentazione ingestibile dei canali e delle piattaforme?

Apple ce l’ha il suo prodotto televisivo. Si chiama Apple TV. Continua ad essere un hobby che molte aziende concorrenti vorrebbero avere come prodotto di punta. E’ perfettamente integrata con iOS e OS X, funziona con qualsiasi televisore e vanta un ampia scelta di canali on-demand (negli U.S.A.) che va ampliandosi sempre di più.

La vera novità in quest’ambito che è lecito attendersi per il 2014 è un aggiornamento del software che introduca le applicazioni di terze parti e un App Store dedicato, più qualche altra funzione accessoria. Mettiamoci in testa che quella “soluzione al problema televisivo” che Steve Jobs confessò di aver trovato (come scrive Isaacson nella biografia dell’iCeo) probabilmente non era un televisore all-in-one e mai lo sarebbe stato.


Espansione in Cina

Probabilità: 100%

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Il mercato cinese è un mercato difficile e importantissimo, con dinamiche totalmente diverse da quelle dei mercati occidentali ed un tasso di imprevedibilità altissimo (grazie anche e soprattutto alle pesanti ingerenze del regime in qualsiasi questione che abbia a che fare con la comunicazione e i miliardi di dollari).

Dopo anni di trattative, dal prossimo 17 gennaio i 700 milioni di utenti dell’operatore China Mobile potranno acquistare iPhone 5s e iPhone 5c legalmente e senza ricorrere al mercato nero.
E’ una data storica e dai risultati di vendita degli iPhone con l’operatore dipenderanno i conti dei prossimi trimestri fiscali e l’andamento del titolo Apple in borsa.


Morte del MacBook Pro in favore dei Retina

Probabilità: 90%

Con il più recente aggiornamento dei MacBook Pro con Retina display Apple ha lasciato “in vita” un ultimo modello di MacBook Pro “standard”, ultimo residuato di una gamma che fu.
Non ci sono validi motivi che giustifichino ulteriormente la sopravvivenza dell’ultimo Mac ancora dotato di un lettore di CD e DVD.

E’ dunque altamente probabile che nel corso di quest’anno, probabilmente in occasione di un prossimo aggiornamento della serie Retina, Apple possa infliggere il colpo di grazia all’ultimo dei MacBook Pro, in favore di un nuovo line-up ultra sottile e ultra leggero (MacBook Pro Retina + MacBook Pro Air), unica scelta possibile affinché i Mac possano continuare ad avere un poco di rilevanza nell’epoca post-PC dominata di dispositivi mobili.


Chiusura della causa con Samsung

Probabilità: 50%

Ogni guerra, prima o poi, deve finire. I tempi sono maturi per un armistizio anche fra Apple e Samsung. La realtà dei fatti è che la questione del contendere è talmente complessa (e si è talmente complicata nel corso degli anni) che ormai è totalmente scollata dal presente.

La triste realtà è che la causa Apple-Samsung rimane in piedi per foraggiare studi di avvocati dai fatturati stellari e si è trasformata in una melma legale di cui nessuno, al di fuori di chi mastica il legalese e ama le minuzie della giurisprudenza e del diritto comparato, può capirci qualcosa.

Insomma: è ora di finirla. Tim Cook lo sa bene e lo ha espresso più volte, mostrando l’apertura mentale necessaria alla sottoscrizione di un accordo che ponga fine allo scontro. E’ vero, era una questione di principio, soprattutto per il defunto Steve Jobs. Ma non si può pensare di portare avanti una mega-causa come questa (più tutto l’indotto di cause globali che ne è scaturito) solo per questioni di principio. Non ha senso da un punto di vista logico e di mercato. E non ha più senso, soprattutto, dopo che non una ma due sentenze e una giuria hanno decretato, nell’ambito del processo “centrale” di tutto l’affaire, che Apple aveva ragione e Samsung aveva torto.

Che i coreani ne prendano atto e che Cupertino si accontenti. Il 2014 è l’anno giusto per farla finita e andare oltre.




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