iPhone 4… anni dopo




Era il 7 giugno 2010 quando Apple presentò iPhone 4. Allora incalzava l’esame di maturità, ma la curiosità era tanta e decisi di seguire ugualmente il Keynote di apertura della WWDC 2010.

Questo mi portò alcuni mesi dopo a fare il grande salto, essendo ormai felice possessore di un iMac mid 2007 (che ancora oggi mi accompagna) e di un iPod nano di terza generazione, ed acquistare il mio primo iPhone in abbonamento.
A distanza di ormai quasi 4 anni posso dire che il motto “This change everything. Again.” fu più che azzeccato.

Una nuova routine

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Quello che fin da subito mi è stato chiaro è che quel telefono, così diverso da qualunque altro dispositivo da me fin allora posseduto, avrebbe letteralmente ribaltato il modo in cui allora ero solito svolgere le operazioni quotidiane e gestire il mio tempo libero.

L’essere sempre connessi ha infatti risvolti positivi e negativi: da una parte si ha accesso istantaneamente in qualunque momento e da qualunque luogo a ciò di cui si ha bisogno (informazioni, documenti, foto, dati, ecc.), dall’altra – permettetemi l’analogia psichiatrica – c’è il rischio di cadere vittima di una specie di schizofrenia, restando in bilico tra mondo fisico e mondo virtuale, individuando nel social a tutti i costi una sorta di pensiero dominante1.

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Non penso questo sia il mio caso, sebbene riconosca che Twitter, aperto la prima volta quasi per gioco, è diventato per me una fonte di informazione insostituibile. Certo, si deve fare uso del social cum grano salis, ma poter conoscere cosa avviene nel mondo, poter leggere opinioni diverse dalle proprie in un contesto di assoluta libertà di espressione, trovo che sia un fatto assolutamente eccezionale.




Chi conosce Baruch Espinoza, filosofo olandese, non troverà difficoltà nell’identificare le sue monadi con dispositivi come iPhone ed iPad e i moderni smartphone e tablet. Essi sono infatti delle piccole finestre sul mondo, che contengono al loro interno, almeno in potenza, un oceano sterminato di conoscenza.

I segni del tempo

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Ma non divaghiamo e restiamo concentrati sul mio caro, ormai vecchio, iPhone 4 32GB. Come un fedele assistente, esso mi ha accompagnato nei primi 4 anni di università, non senza incappare di tanto in tanto in qualche piccola o grande caduta accidentale, fortunatamente del tutto attutita dal bumper di turno.

Proprio numerosi bumper, sostituti in media ogni 5–6 mesi perché scollatisi, hanno garantito la più completa immunità di iPhone, a patto di lasciare però segni visibili del loro passaggio sul dispositivo.

Quello che ho avuto modo di appurare è stato che i bumper sono eccezionali, se applicati e rimossi una o poche volte, in quanto alla lunga tendono a graffiare la cornice laterale di iPhone. Analogamente l’accentuazione della cavità del connettore Dock e delle grigliette di altoparlanti e microfono tendono a far precipitare in esse molta più polvere del normale.

Compromessi tutto sommato accettabili se si considera che in 4 anni di utilizzo senza pellicole protettive e svariate cadute (in un’occasione anche dalle scale), il telefono è ancora perfetto e lo schermo privo di graffi2.
Una menzione separata meritano la batteria e il connettore Dock.




La batteria ha subito un drastico calo nelle prestazioni circa 2 mesi fa, a fronte di anni di cicli di ricarica giornalieri, sostituita con 14€ (spese di spedizione incluse)3.

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Il connettore Dock è invece stato sostituito al prezzo di 5€ circa (spese di spedizione incluse anche in questo caso), poiché col tempo la polvere e i cavi di ricarica non originali hanno fatto sì che si deteriorassero i PIN a tal punto da risultare caricabile con uno solo dei cavi a mia disposizione (non Apple, peraltro).

Conclusioni

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Se dovessi stilare un bilancio della mia esperienza con iPhone 4? Rifarei tutto (escludendo la pulizia dello schermo con il panno coi granuli).

Comprerò un iPhone 6? Ancora non lo so. Sebbene le novità introdotte sui nuovi modelli si facciano apprezzare, iPhone 4 risulta ancora un dispositivo solido e stabile, più che adatto ad un uso medio.

Potrei valutare – credo – l’acquisto di un modello successivo unicamente in caso di forte craving da iOS 8. Qualora infatti in esso venissero introdotte novità che reputo essenziali o alcune delle app che utilizzo abitualmente sul mio iPhone non fossero più compatibili, probabilmente lo cambierei. In caso contrario riuscirò a sopravvivere alla tentazione, proprio come ho fatto in questi 4 anni.

A voi la parola. Quale filosofia si nasconde dietro l’utilizzo dei vostri iPhone (sempre che ne abbiate una)? Qualcuno di voi si reputa ancora un felice possessore di iPhone 4 (come il sottoscritto)?
Fatecelo sapere nei commenti.


1. Si veda la recente esplosione del fenomeno selfie, a sua volta preceduto dai fenomeni Harlem Shake, Gangnam Style e così via.
2. In realtà è presente un piccolissimo graffio, visibile solo a schermo spento in controluce, dovuto ad un mio errore nella pulizia. Erano infatti presenti granelli di sabbia nel panno che ho strofinato energicamente sul display.
3. Diffidate dei modelli più economici e di quelli che offrono capacità superiori a quelle della batteria originale.