HTC One M8 – l’esperienza di un utente Apple




Non è la prima volta che “tradisco” Apple passando alla concorrenza: ho acquistato l’iPhone 5 al lancio (settembre 2012) ma nell’ultimo anno ho cercato più volte un valido sostituto allo smartphone della mela. Non che non fossi soddisfatto, intendiamoci, ma da buon smanettone fremo dalla voglia di avere sempre nuovi prodotti tra le mani. Nell’ordine ho acquistato un Nokia Lumia 520 (principalmente per usarlo come lettore Mp3, media player), un Samsung Galaxy Note II e un Nokia Lumia 925, tutti rivenduti dopo massimo un paio di settimane (il Lumia 925 addirittura dopo due giorni).

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Basta, mi sono più volte (ingenuamente) ripetuto, odio Android e Windows Phone, viva iOS! E invece no, a inizio luglio per puro caso scopro che uno dei miei contatti Facebook vende il suo HTC One M8 a un prezzo interessante.

Mi faccio tentare e nel giro di poche ore l’acquisto è fatto e il tanto atteso terminale arriva finalmente a casa. “Chiamami tra un paio di giorni, quando lo vendi”, questo il bonario commento degli amici. E invece no, a tutt’oggi continuo a utilizzare l’HTC One M8 come primo smartphone mentre l’iPhone 5 giace in un cassetto, in attesa di un nuovo proprietario.

Fatta questa doverosa premessa, ho deciso di raccontare qui su The Apple Lounge la mia esperienza di “emigrante”: quello che state per leggere non vuole essere una recensione bensì il racconto di un utente Apple che decide di abbandonare (temporaneamente?) il brand per provare nuove esperienze.

Il primo impatto

Appena tirato fuori dalla scatola e acceso il terminale, il “fattore WOW” ha fatto la sua comparsa: del resto, come si fa a non esaltarsi quando in mano si ha uno dei migliori smartphone presenti sul mercato?

Nulla da dire dal punto di vista estetico, HTC One M8 è un terminale dal design veramente curato in ogni minimo dettaglio, realizzato con materiali solidi e finiture di prestigio. A livello estetico è forse il telefono che più mi piace in questo periodo, lo ammetto senza troppi timori. Leggero e ben bilanciato (anche se forse troppo “slanciato” verso l’alto), basta accendere il device per restare sbalorditi di fronte all’elevata qualità dello schermo, capace di restituire colori nitidi e brillanti, dalle tinte quanto mai naturali.

Nella parte alta del terminale troviamo il tasto di accensione, a lato il bilanciere del volume e gli slot per le schede SD e SIM (entrambe in formato Micro), in basso il connettore USB e il jack per le cuffie. La batteria non è rimovibile (come nell’iPhone), per il resto da segnalare un packaging dal design accattivante con una dotazione di serie nella media: telefono, caricabatterie da viaggio, auricolari (non Beats, purtroppo) e, sorpresa, una custodia in silicone, non particolarmente bella da vedere ma sicuramente funzionale come protezione “entry level”.

Tornando al primo impatto, la primissima esclamazione uscita dalla mia bocca è stata “si bello, ma troppo grande, è un mattone!”. Invece dopo pochi giorni di utilizzo mi sono ricreduto, il telefono, come detto, è leggero e maneggevole, personalmente riesco ad usarlo senza problemi anche con una mano sola, toccando il display solo con un pollice, mentre con l’iPhone 5 ho sempre avuto difficoltà in questo senso, ma probabilmente è solo un problema mio, evidentemente le dita tozze non aiutano.

Ho acceso il mio fido HTC One M8… e ora… Arghhhh! Android! Di questo parlerò nel prossimo paragrafo. Prima devo lodare il software HTC Sync per Mac: in un secondo ha riconosciuto il backup del mio iPhone eseguito con iTunes, in pochi minuti tutti i vecchi contenuti (foto, rubrica, video, musica, messaggi – anche di WhatsApp) sono stati trasferiti sul nuovo device, in maniera veramente indolore, permettendomi di essere operativo fin da subito.

L’esperienza con Android

Il mio primo incontro con Android risale ai primi mesi del 2011, quando comprai un economico Samsung Galaxy Ace, clone “cheap” dell’iPhone 4, a dire il vero anni luce indietro rispetto al top di gamma (per l’epoca) Apple. Ho sempre trovato l’OS di Google fin troppo macchinoso e instabile in versione “pura” e le numerose personalizzazioni dei produttori non aiutano in questo senso: trovo semplicemente orribile la TouchWiz di Samsung e l’interfaccia usata da Huawei, per esempio, ma mi rendo conto che si tratta principalmente di gusti personali.

HTC, dal canto suo, ha sempre avuto una marcia in più, in altre parole Sense, interfaccia dinamica, fluida e veramente “next-gen” rispetto alla concorrenza. Premesso che a mio avviso lo stile che più si avvicina a iOS 7 è quello utilizzato da Sony per i modelli Xperia, devo dire di essermi trovato bene fin da subito con Sense: i menu sono intuitivi e le numerose funzionalità subito accessibili, inoltre ogni schermata può essere personalizzata a piacere in maniera semplice e veloce, ci sono talmente tante scelte che, inevitabilmente, l’utente medio di iOS finisce per andare in crisi e a tutt’oggi sono convinto di non aver ancora esplorato tutte le voci del menu impostazioni.

Passiamo quindi alla personalizzazione dell’HTC One. 
Sono stato molto metodico sotto quest’aspetto: widget orologio, meteo e calendario, più qualche icona di base (Facebook, browser, client email, Musica, Foto, YouTube, Impostazioni, Fotocamera, WhatsApp ecc), niente di più. Anche in questo caso non mi smentisco, spulcio tra i numerosi widget disponibili ma alla fine la scelta ricade inevitabilmente sui “grandi classici”. Una sola pagina per le app, le altre sono ben elencate (in rigoroso ordine alfabetico) nel menu Applicazioni. Ho sempre apprezzato la possibilità di poter nascondere le app inutili, in particolar modo per le icone dei software di sistema che non possono essere rimossi. Un esempio? Non ascolto la radio, quindi l’icona Radio FM nel menu è per me totalmente inutile, preferisco occultarla, così come le varie guide in linea per esempio.

Devo dire che negli ultimi anni Android ha fatto passi in avanti notevoli, almeno per quella che è stata la mia esperienza: sui terminali di fascia alta KitKat si comporta bene e l’usabilità viene migliorata ad ogni release, così come la stabilità generale del sistema. Non ho avuto particolari difficoltà ad abituarmi nuovamente all’uso di Android, sebbene non gradisca più di tanto la struttura “a cartelle” che mi ricorda l’amato/odiato Windows. Per me il filesystem può starsene pure nascosto, come su iOS.

Il passaggio tra i due OS è stato per me quasi indolore. Grazie anche all’ottima personalizzazione grafica di HTC, in pochi giorni ho preso confidenza con i menu e le numerose impostazioni. Che sono fin troppe, a dire il vero. Ammetto che trovo iOS più immediato, forse proprio perché più essenziale, di contro continuo a preferire le tante possibilità offerte dall’interfaccia Metro di Windows Phone, notevolmente più dinamica e vivace.

Una volta personalizzato lo sfondo, il menu ecc… cosa facciamo? Un telefono senza app al giorno d’oggi è utile come la birra analcolica. E qui arriviamo al prossimo argomento: Google Play Store.

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Google Play Store

Oggi lo possiamo dire senza timore di smentita: i contenuti sul Google Play Store non mancano. Certo forse è più facile imbattersi in “app pacco” di scarsa qualità, che comunque non mancano neanche su App Store (la nostra rubrica iPacchi vi dice niente?). Personalmente, contenuti a parte, non amo troppo l’organizzazione e il layout dello store.

Perché ad esempio non è possibile vedere le app gratuite più scaricate, ma solamente quelle a pagamento, le più popolari e redditizie? Scelta a mio avviso poco chiara, che rende la ricerca di applicazioni gratuite più difficoltosa. Per il resto, lo store è ben organizzato con tutte le sezioni ben in vista: film, musica, app, giochi, libri ecc…

Personalmente, per deformazione professionale, la prima cosa che faccio ogni volta che prendo in mano un nuovo smartphone è di scaricare i giochi Gameloft, da usare stile benchmark. Detto fatto, in un attimo porto a termine il download di Six Guns, Asphalt 8 Airborne, Heroes of Order & Chaos, per poi proseguire con i titoli di altri editori come Dead Effect, Dead Trigger 2 e altri giochini “tranquilli”, insomma.

Non ho avuto alcuna difficoltà a trovare le app di mio interesse, sicuramente l’App Store si presenta in maniera più ordinata, pulita ed elegante, un vero negozio con tanto di scaffali ben ordinati, mentre su Google Play ogni tanto si ha la sensazione che tutto sia buttato alla rinfusa. Certo, sempre meglio del Windows Phone Marketplace, veramente povero e strutturato in modo piuttosto caotico, sempre secondo il modesto parere di chi scrive.

Multimedia

Sotto quest’aspetto, da possessore di iDevice, ci si sente quasi imbarazzati passando ad un terminale con un diverso sistema operativo. Grazie a HTC Sync per Mac è possibile copiare sul telefono tutta la propria libreria multimediale, il software, infatti, riconosce le playlist e i contenuti di Tunes, chiaramente i file protetti da DRM non si potranno riprodurre, ma per il resto non ci sono magagne di sorta.

In pochi minuti ho importato tutti i brani della mia libreria, perfettamente taggati, e ho inserito qualche film da guardare nelle serate estive (300 L’Alba di un Impero e The LEGO Movie, per i più fiscali). Tutti i formati audio e video sono supportati senza il benché minimo accenno di un problema, il lettore musicale ha un’interfaccia ben curata e il player video talmente minimale da essere quasi offensivo.

HTC ha abbandonato già da qualche tempo la tecnologia audio Beats (ora più che mai), scelta condivisa dagli integralisti; personalmente apprezzo il marchio del Dr.Dre, pur riconoscendo che il mercato offre di meglio. In ogni caso, per quanto riguarda il comparto audio, siamo su livelli stellari anche senza affidarsi alle cure del dottore, con suoni puliti e degli speaker ottimi per ascoltare musica e godersi l’audio dei film, che tra l’altro risultano limpidi e nitidi con mai grazie allo schermo Full HD.

Il punto debole? Le foto (non proprio spettacolari) e la gestione delle immagini, leggermente macchinosa in confronto ad iOS, almeno a livello personale.

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Batteria

Qui entriamo in un campo minato: ho sempre avuto problemi con la batteria dell’iPhone 5 e negli ultimi mesi faticavo ad arrivare all’ora di pranzo. E’ vero che uso parecchio il telefono (due ore in media di chiamate al giorno, centinaia di messaggi WhatsApp, navigazione Facebook ecc) però insomma, alla fine ho dovuto equipaggiarmi con due custodie dotate di batteria integrata e con una batteria esterna portatile per non restare a secco nelle situazioni di emergenza.

Con l’HTC One M8 tutto questo è solo un lontano ricordo e con lo stesso utilizzo si arriva tranquillamente a un giorno e mezzo di autonomia. Io stesso ammetto di essere uno “sprecone”, impostando la luminosità del display sempre e comunque al massimo, in qualsiasi situazione. Da questo punto di vista posso dire di essere veramente soddisfatto del mio acquisto, almeno ho smesso di vivere con l’ansia della batteria scarica.

Conclusioni

E’ l’HTC One M8 il miglior telefono presente sul mercato? Forse no. E’ lui lo smartphone definitivo per le mie esigenze? No, ne sono certo. Eppure ho deciso di continuare a concedere una possibilità a questo prodotto, almeno fino a quando Apple non tornerà a stupirmi veramente (chissà se l’obiettivo sarà raggiunto con l’accoppiata iPhone 6 + iWatch?).

Di sicuro, il telefono accompagnerà il resto della mia estate, in autunno vedremo cosa offrirà il mercato. In mancanza di alternative valide resterò ancorato al mio M8 o magari riprenderò in mano il vecchio iPhone 5. In quel caso, a questo punto devo ammetterlo, lo farò decisamente controvoglia.